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La crisi del debito europeo - Versione stampabile +- BMW Drivers Club Italia Forum (https://www.bmwdrivers.it/forum) +-- Forum: Social (https://www.bmwdrivers.it/forum/forum-6.html) +--- Forum: Driver's lounge (https://www.bmwdrivers.it/forum/forum-34.html) +--- Discussione: La crisi del debito europeo (/thread-1361.html) |
La crisi del debito europeo - on a friday - 11-05-2011 Ancora tensioni dalla Grecia. Schiacciata da un debito pubblico pari al 160% del PIL, con tassi di interesse sopra il 20%, un prestito di 110 mld le cui prime scadenze non potrà onorare, si trova ad un bivio: uscire dall'area euro o ristrutturare. Nel mezzo, con l'autolesionismo di un dodo, i sindacati scioperano se il governo vara misure di austerità. Quale futuro per l'Europa? Quale per Paesi strutturalmente deboli come il nostro? La crisi del debito europeo - killer queen - 11-05-2011 l implosione, e forse e' ora che succeda. purtroppo in Italia siamo molto vicini al baratro, con la sua politica ordierna e' una delle cose piu' schifose che abbia mai visto. in questi giorni nella mia citta' vedo decine e decine di persone che si sbattono per le elezioni:ma questi qui non lavorano??????????????????????? il mestiere del politico oggi e' quello piu' ambito, si fa niente, e si guadagna tanto. vergogna. tornando all economia, si colpisce sempre piu' il piu' debole, e si sta raschiando il fondo del barile...e siamo molto vicini al crac. La crisi del debito europeo - Spettro - 11-05-2011 L'euro così nonn può reggere. La grecia DEVE ristrutturare e esantemente e lavoratori e sindacati se la devono mettere via, se uscisse dall'area euro entro pochi mesi, con una ipotetica dracma ultrasvalutata, un'inflazione al 40% per sanare i debiti e una disoccupazione al 20% il paese imploderebbe La crisi del debito europeo - Carlo - 11-05-2011 Secondo voi liberalizzare ha senso in quelle situazioni ? La crisi del debito europeo - simone72 - 11-05-2011 Da tradingillustrated: Citazione:Negli ultimi due giorni il cambio EUR/USD ha passato due dei peggiori giorni della sua storia, registrando un calo del 4% da 1,49 a 1,43 . La crisi del debito europeo - Andras - 11-05-2011 [COLOR="blue"]Sarò onesto, della Grecia non me ne importa una cippa. Nel senso, non ho voglia di fare finta di preoccuparmi dei tempi duri che i greci hanno di fronte a sè, tutto quello che mi importava è che essendo uno dei paesi per i quali sono responsabile commerciale per l'Azienda in cui lavoro fino a tutto il 2008 era un mercato da favola che cresceva a botte di 20% in più ogni santo anno, dal 2009 ha cominciato a calare del 50% fisso (2009, 2010) ed ora fattura meno di Cipro. Ergo per quanto concerne la Grecia ho "già dato" visto che la veggo buia prendere premi sul fatturato da quelle parti. Una cosa però la so: la crisi Greca ha radici endogene, sissignore. Gli stessi clienti coi quali andavo avanti a botte di +20% costante di fatturato erano quelli che accettavano assegni a 6 mesi dai privati ai quali rivendevano i miei materiali. Poi hanno cominciato ad accettare assegni a 9 mesi, poi a 12, poi è saltato tutto per aria. Lo dissi tempo addietro riferendomi ad artigiani/professionisti (elettricisti/idraulici/etc): se lavorate "sperando" di venir pagati prima o poi non raccontate la minchiata che "lo fate per far girare l'economia" perchè sapete bene che non state facendo girare una beata fava. L'economia la fa girare il liquido (e non la finanza creativa........), a tutto il resto specie se è il preludio ad un sistema insolvente è meglio rinunciare a priori. Io mi domando e dico: ma chi sano di mente tra un fatturato che presenta cifre da capogiro di insolvenza (sopra il 50%) ed uno di metà ammontare che presenta il 100% di solvibilità sceglie il primo e non il secondo? Ve lo dico io chi, giusto per arrivare al secondo (ma non in termini di importanza) bubbone del sistema economico mondiale. Avete presente i corsi di laurea ed i masters in Marketing, in Ricerche di Mercato, etc etc etc? Prendeteli e buttateli tutti nel cesso dal primo all'ultimo. Chi produce beni industrialmente ha un solo principio ispiratore fin dalla notte dei tempi: le economie di scala. Produrre sempre di più per abbattare sempre di più il costo unitario di produzione, punto, fine, stop, game over. Che il mercato sia in grado di assorbire o meno la produzione poco importa a questi fini pensatori (una su tutte: guardate il mercato dell'auto. E' dal 2002 che è chiaro che l'Italia fatica ad assorbire 2 milioni di nuove immatricolazioni l'anno ma ogni anno il mercato viene sempre più invaso da un numero sempre crescente di auto nuove), non è un loro problema nè deve esserlo. Esulando dal mondo dell'auto e parlando ad esempio della ceramica (dove lavoravo fino a 5 anni fa): produci di più oggi produci di più domani han saturato il mercato mondiale. Che si fa? Semplice, si fa il giro dei clienti dicendo loro di fare ancora più ordini a magazzino allungandone i termini di pagamento (da 3 a 6 mesi, poi a 9, poi a 12). Ri-saturato il mercato anche stavolta che si fa? Semplice, si fa il giro dei clienti dicendo loro di fare ancora più ordini a magazzino e di non preoccuparsi del pagamento perchè stavolta si ragiona in termini di "conto deposito" ovvero se vendono pagano se non vendono non pagano. Secondo voi quante ceramiche italiane son saltate per aria agendo così? Secondo voi quante realtà industriali mondiali hanno ragionato in modo simile? Secondo voi ad essere meno avidi ai primi segni di saturazione del mercato quanti posti di lavoro potevano essere salvati? Osservazione conclusiva: avete presente la bolla dei mutui subprime che è stata la molla che fece iniziare la crisi economica mondiale dalla quale fatichiamo ad uscire? Tranquilli, era solo un antipasto. In pieno stile da "economie di scala" (anche se il paragone è improprio ma rende l'idea) gli americani hanno ben pensato di reagire alla bolla scoppiata allora gonfiandone una ancora più grossa e definitiva: ci sono 160.000 miliardi di dollari US in giro per i mercati finanziari mondiali sotto forma di sottoderivati. Chi è del settore sa già che "il banco è insolvente" e che quindi l'Apocalisse, quella vera, è dietro l'angolo........[/COLOR] La crisi del debito europeo - on a friday - 11-05-2011 Situazione con vie d'uscita tutte molto dolorose. E' molto probabile che per far fronte ai 30/40 mld in scadenza l'anno prossimo ci sia bisogno di un altro prestito ma con quali controgaranzie? Diciamolo chiaramente, l'euro (così come concepito) è stato un fallimento monetario e non è mai nato politicamente, con l'aggravante che non si può tornare indietro. La crisi del debito europeo - simone72 - 11-05-2011 on a friday Ha scritto:Situazione con vie d'uscita tutte molto dolorose. E' molto probabile che per far fronte ai 30/40 mld in scadenza l'anno prossimo ci sia bisogno di un altro prestito ma con quali controgaranzie? Penso che il problema sia proprio questo, ad una moneta unica non e' mai corrisposta una politica altrettanto unitaria, basti vedere come l'europa si sta comportando di fronte alla crisi Libica. La crisi del debito europeo - on a friday - 11-05-2011 @Andras_ineccepibile mile_clap:
La crisi del debito europeo - Carlo - 11-05-2011 [COLOR="purple"]Vado un pò OT, conoscete la storia di Rafael Correa, ancora oggi presidente dell'Ecuador ? tentò di azzerare il debito nazionale non aderendo al fondo monetario internazionale, ci riuscì ma la CIA gli fece un attentato [/COLOR] da wiki Citazione:Con il manifestarsi della crisi economica globale del 2008, dopo il susseguirsi di alcune indiscrezioni il 12 dicembre 2008 Correa ha dichiarato ufficialmente la bancarotta dell'Ecuador, descrivendo come immorale il debito contratto "a causa della corruzione" dai regimi militari precedenti e dichiarandosi "pronto ad accettare le conseguenze".[30] Ha quindi proposto un piano per il riconoscimento dei diritti dei creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti. L'11 giugno 2009 è stato annunciato che il governo ecuadoriano ha riacquistato il 91% dei propri titoli di stato ad un prezzo compreso tra il 30 e il 35%. |