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il limite tra la satira e il cattivo gusto. - Versione stampabile

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il limite tra la satira e il cattivo gusto. - resunoiz - 10-01-2012

"torno" dopo un lungo periodo di assenza, sebbene non ancora a pieno regime.
e vi pongo un interrogativo. Lo spunto mi è venuto dal recente fatto di cronaca che, sebbene marginalmente, ha colpito anche me: la morte del ragazzo scomaprso a Pescara il 14 dicembre.

Ora, la satira è uno dei mezzi piu potenti ed efficaci credo esista per divulgare le notizie efficacemente, dire la propria opinione senza restare barboso o annoiare, colpire quanto più direttamente ed efficacemente il lettore per sensibilizzarlo. Ma ho sempre reputato e reputo debba avere un fine propedeutico e didattico. Ossia non essere fine a sè stesso o non avere altro fine se non per se stesso. Ossia: a che serve alzare i toni, se non per sostenere qualcosa, comunicare qualcosa? Perchè ridurlo ad esercizio barocco di battute?

Tra i vari gruppi più o meno deliranti su fb sull' argomento (la scommessa se fosse stato ucciso dalla madre o dalla sorella per citarne uno), ultimamente sono incappato nel forum di un blog di satira che ho spesso seguito, perchè acuto e intelligente nel suo approcciarsi alle vicende sociali, politiche, economiche. Una protesta sociale forte quanto composta.
Non capisco però come si possa ironizzare sulla morte di un ragazzo. Capirei (e a ragione) se si parlasse dei colpevoli (se e quando si troveranno) di questa brutta storia, perchè la satira sarebbe su una azione riprovevole. Ma ironizzare sul cognome, sulle circostanze della morte, trovo la cosa adatta solo a gente che si nasconde dietro a un nickname e forte della consapevolezza che la polizia postale tutto ha voglia meno che di scovare chi si trova dietro a un nick, e resterà impunita la cosa. Tralaltro molti "estranei" che si son iscritti al forum augurando paralisi e tumori agli spinoziani (a torto, preciso..non è quella l'arma giusta) non fanno che rafforzare i "colti ironizzatori" a ritenersi illuminati e immuni da critiche.
Non si rendono conto a mio avviso che non ironizzano su qualcuno che ha una "colpa" o su gente presa dalla pietas mediatica (che domani magari si scorderà-e a ragione- del fatto), bensi su una tragedia familiare.
Il confine che ribadisco spesso qui tra libertà di espressione e modi di esprimersi, nonchè di rispetto altrui.

Ditemi la vostra, se esagero io perchè la vedo "vicina" e ho rpeso un granchio, o se c'è un confine da non valicare. Magari può servire anche a noi qui.

Non metto il link per non dare ulteriore visibilità a sto covo di illuminati, ma trovarlo non è difficile se volete capire dic he parlo.


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - drifting-doctor - 10-01-2012

Omar mi viene in mente un parallelo fisio-patologico fra questo blog e la diarrea sono entrambi infatti auto limitanti ....


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - Vincenzo - 10-01-2012

Dico la mia, sebbene può sembrare una considerazione inutile, quanto banale e scontata:
Il dolore che si può provare in queste situazioni non lo augurerei al mio peggior nemico, sono cose che ti dilaniano e ti marchiano a vita, farne ironia o satira o peggio NON E' GIUSTO E NON PUO' MAI ESSERE CONIDERATO GIUSTO, PER NESSUNISSIMO MOTIVO.
Chi si nasconde dietro d un nick è chiaramente un individuo (e faccio fatica a definirlo tale) vigliacco, che parla, in questo caso scrive tanto per farlo, ma se si trovasse in tali circostanze, sicuramente preferirebbe solidarietà ad un comportamento pari al suo.
Non posso proprio nascondere la rabbia che mi fanno, li prenderei a schiaffi per giornate intere senza sosta.


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - knightofstjohn - 10-01-2012

La mia donna usa una frase che, secondo me, la dice lunga:

"Se ti metti a discutere con un cretino in primis rischi che chi ti guarda possa non capire la differenza tra te e lui, secondo ti porta al suo livello, terzo ti batte per la maggiore esperienza!"

Quindi ignorare elementi distruttivi fa solo bene alla salute. Non ho letto i commenti sul blog perchè non mi interessano, come giustamente ha detto Resunoiz, leggerli alimenta solo la loro ignoranza. Non si danno consigli, quello che posso permettermi di dire è: IGNORALI e se puoi, stai vicino ai familiari di questo ragazzo e aiutali in qualsiasi cosa abbiano bisogno.



Luigi


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - Jack - 10-01-2012

Caro Omar,
secondo il mio modestissimo parere non hai preso nessun granchio perchè, sempre secondo me, è assolutissimamente assurdo ironizzare su certe tragedie.
Questi tipi di dolori familiari come altri si rispettano e basta. La satira si applica ad altro.
Io la vedo così e non è detto che sia oggettivamente giusto, ma tant'è il mio pensiero.


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - addlightness - 10-01-2012

Citazione:La Satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, quando ci pensi.
attribuita a Lenny Bruce

Luttazzi aggiunge la distanza nell'equazione

quindi, a parità di gravità, un fatto più è vicino, e/o più è recente, meno la satira su di esso risulta "digeribile" al destinatario

la lontananza nello spazio e nel tempo permettono invece di scherzare su cose anche pesanti

se ci pensate, mediamente è così


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - resunoiz - 11-01-2012

osservazione condivisibile. e il giorno dopo il ritrovamento del corpo, per la famiglia la somma tra distanza e tempo è praticamente nulla.
il mio dubbio, al di là dll' osservazione è su un altro punto. Lo chiarisco con un esempio: la morte in se può essere oggetto di satira? Si. Pensiamo a gheddafi: non è tanto la morte dell' uomo che è oggetto di satira, bensì quanto c'è voluto a togliersi dalle scatole un dttatore, quanta cecità e interesse c'è stato in chi gli ha leccato il xulo fino al giorno prima. La morte in sè del sogetto nn fa differenza: ciò che è oggetto di satira è il ritorno della libertà, la fine di una dittatura, l' immobilismo di chi doveva muoversi prima. Il dolore della sua famiglia è "bilanciato", permettetemi il termine, dal dolore che il soggetto ha causato, infinitamente più grande e a vasta scala.
Penso alla satira su Michele Misseri: anche quella di cattivo gusto, ma si aprlava dell' assassino. NON condivido però quella fatta sulla povera bambina. Non ha "colpe" su cui si possa ironizzare o far satira.
Qui si parla di un morto per"nessun motivo", senza alcuna colpa, e una famiglia distrutta. Ossia, non c'è una controparte che ne può trarre "sollievo" o rivalsa dalla cosa, nè tantomeno è verso un "colpevole". E' satira quella? O esercizio di lingua?


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - addlightness - 12-01-2012

la teoria della satira è complessa...non a caso si dice che sia più difficile far ridere che far piangere

oltretutto la satira non ha il principale compito di suscitare la risata, anzi, si vorrebbe che questa fosse accessoria, secondaria, rispetto alla sensazione forte provocata dalla battuta

alla tua domanda credo di poter rispondere coerentemente con il tuo pensiero: in questo caso ritengo si tratti di esercizio linguistico, non di satira vera e propria, una specie di tiro al piattello di battute

se poi ci chiediamo se tale comportamento sia da biasimare o meno, a questo non so rispondere
non si può proibire di scherzare sulla morte, per quanta sofferenza l'evento si porti con sé
e non si può nemmeno pretendere che un esterno comprenda questa sofferenza, o che la rispetti nel modo che vorremmo

sta ad ognuno stabilire dove fermarsi, in base a quanto giudica importante la propria libertà di espressione in confronto alla sensibilità altrui

sto difendendo gli autori di battute sull'evento? sì e no
sì, perché non si possono fare differenze, se si può scherzare sulla morte, dev'essere possibile farlo con quella di chiunque
no, perché probabilmente, per quanto mi piaccia l'humor nero, difficilmente mi sarei permesso di produrre amenità intorno a tale evento (anche alla luce, come hai sottolineato, della mancanza oggettiva di elementi di potenzialità satirica vera e propria)


se mi posso permettere, l'ultima cosa da fare ora è dare peso a queste vicende
ora è il momento del dolore, del conforto reciproco e della ricerca della forza per sostenersi e andare avanti
e in questo, per quanto poco possa valere, ti esprimo la mia solidarietà


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - resunoiz - 12-01-2012

addlightness Ha scritto:se mi posso permettere, l'ultima cosa da fare ora è dare peso a queste vicende

io la penso come te. ubito però che se la famiglia trovasse ste sparate sarebbe dello stesso avviso, già "fiaccata" da trombe e tromboni


il limite tra la satira e il cattivo gusto. - Spettro - 12-01-2012

Condivido l'ultimo pensiero sottolineato.
Ora è il momento di stringersi ad una famiglia che sta vivendo un dolore così grande.
Forse un giorno rideranno anche della morte di chi queste battute le ha scritte .. il resto conta poco