BMW 507 una roadster da sogno.
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50 ANNI DELLA BMW 507 E DELLA BMW 503 UN ELEGANZA INTRAMONTABILE

Nessuno l'aveva previsto: «BMW ha battuto perfino gli italiani», proclamò gaiamente una rivista di settore. E il designer era tedesco...
«La struttura leggera dell'8 cilindri a "V" di BMW è indubbiamente la sintesi più riuscita scaturita dall'arte del design dell'auto sulle due sponde del Atlantico», questo fu il giudizio sul motore. Si trattava del primo 8 cilindri in alluminio al mondo, anch'esso proveniente dalla Germania.

Ma la BMW 507 nacque negli USA.
Nel 1954 tutti in Germania volgevano lo sguardo verso questa terra dalle opportunità favolose. I giovani andavano in estasi per la voce di un giovane autista di autocarri chiamato Elvis Presley. Il futuro re del rock-and-roll miete una serie ininterrotta di successi sin dall'inizio della sua carriera, facendo sensazione con il suo provocante ancheggiare. Al cinema, James Dean recita coinvolgenti scene d'amore con Natalie Wood e nella vita privata guida macchine sportive tedesche. Gli adulti erano soddisfatti della scelta dell'auto fatta dalla stella del cinema. Dopotutto, se c'era la moda di guidare auto tedesche negli States, ciò non poteva che giovare all'economia della Germania. Gli americani delle classi sociali più elevate adoravano guidare auto europee sulle autostrade per distinguersi dal resto della popolazione, che guidava prevalentemente enormi berline «made in the USA». L'industria dell'auto tedesca rispondeva progettando, costruendo ed esportando tutto ciò che prometteva di diventare un successo sul mercato statunitense.
La 328 prodotta prima del conflitto mondiale trasformò BMW in uno dei più importanti costruttori di auto sportive; ma dopo la guerra la Casa automobilistica non aveva nemmeno un'auto sportiva nella sua gamma. Nondimeno la marca tedesca godeva di una buona reputazione tra gli appassionati di automobili, dalla costa atlantica fino a quella pacifica, perché alcuni ex soldati americani si erano portati in patria come souvenir dei roadster di anteguerra. Poi venne un certo Max Hoffman, importatore generale dei veicoli BMW. Hoffman, che viveva a New York, stava avendo molto successo con il lancio di vetture a due posti tedesche. Inoltre chiedeva a gran voce a Monaco di Baviera un'auto sportiva.
La buona reputazione c'era, c'era il mercato, c'era anche l'importatore – mancava solo l'auto. In realtà BMW non era proprio del tutto sprovvista. La grande 501 berlina lanciata nel 1951 fu la prima automobile costruita dopo la guerra, con un motore 6 cilindri di anteguerra, sebbene le condizioni non fossero ideali per una vettura di questo tipo. Lo stabilimento di Eisenach era sotto l'amministrazione russa e quindi doveva essere considerato perduto per sempre. Ma già erano in corso delle prove con un motore V8 che era stato appena portato in produzione nel 1954. BMW lo lanciò nello stesso anno al Salone dell'auto di Ginevra, come motopropulsore per la berlina.
Questo motore con caratteristiche avanzate era ideale per un'auto sportiva; pertanto la Casa tedesca cominciò a pensare di costruire una due posti nel 1954. Doveva essere un'ammiraglia sportiva, destinata a proiettare un'immagine moderna del marchio BMW.
Max Hoffman ebbe la conferma della sua intuizione e si ricordò di aver incontrato nella società di New York un giovane progettista di cui aveva grande stima: Albrecht Goertz (il «conte» Goertz). La carriera di questo aristocratico di origine tedesca si fondava su un'auto che aveva progettato lui stesso. Il progetto aveva perfino attirato l'attenzione di Raymond Loewy, che in seguito lo aveva preso sotto la sua protezione. Goertz si era da tempo messo in proprio e verso la metà degli anni Cinquanta si occupava di design industriale. Hoffman ebbe un'altra intuizione: Goertz, con il suo ingegno e le sue conoscenze, era la persona in grado di definire lo stile dell'auto sportiva negli USA durante la seconda metà del secolo XX.

Hoffman incoraggiò Goertz a prendere contatto con BMW e lo raccomandò a Monaco di Baviera. Goertz realizzò uno schizzo di un'auto incredibilmente bella e fu incaricato di progettare il nuovo modello sportivo. Tuttavia il suo incarico non si limitava allo sviluppo della



futura vettura scoperta a due posti destinata alla produzione in serie. Allo scopo di penetrare nel mercato dell'auto di lusso, in particolare negli USA, BMW decise di inserire nella sua gamma un coupé a quattro posti, assieme alla due posti sportiva. Questa quattro posti sarebbe stata anche offerta nella versione con il tetto ritraibile. Le designazioni di tipo per i due progetti furono definite rapidamente, perché BMW intendeva sottolineare le affinità con le grandi berline a otto cilindri, la 501 e la 502. Si scelse la designazione 507 per l'auto sportiva e la 503 per il coupé.
Mentre il lavoro di sviluppo per la 507 iniziava a Monaco, i primi prototipi del grande coupé venivano creati presso la Carrozzeria Baur di Stoccarda. Questa scelta fu dovuta a due motivi. Innanzitutto, le strutture di sviluppo di Monaco erano così limitate che non era possibile sviluppare contemporaneamente due progetti. In secondo luogo, BMW si era già appoggiata a Baur per lo sviluppo della 501 berlina, perché all'inizio degli anni Cinquanta non c'erano attrezzature sufficienti per realizzare prototipi.
I piani della Casa di Monaco non rimasero segreti a lungo. Le notizie sul progetto di auto sportiva presto si propagarono fino a raggiungere i monti dell'Eifel e l'ex ingegnere del reparto corse BMW Ernst Loof, che aveva creato una propria azienda (Veritas) dopo la guerra. Veritas era stata una marca sportiva basata sulla progettazione della BMW 328 di anteguerra, ma la società era già stata costretta a rinunciare ad avere una propria produzione. Tuttavia BMW aveva rilevato la società e messo Loof a capo dell'ufficio collaudi del Nürburgring del dipartimento ricerca e sviluppo di BMW. Loof si lamentò con Monaco, e il consiglio di amministrazione gli diede la possibilità di presentare una proposta alternativa ai responsabili degli sviluppi coordinati da Goertz. La società mise a sua disposizione uno chassis con un motore, e Loof e il suo team vi costruirono attorno una scocca artigianale. Il prototipo in alluminio pesava circa 900 Kg e aveva un motore a otto cilindri modificato. Questo motore erogava circa 135 bhp e consentiva all'auto di raggiungere una velocità massima di 180 km/h.
Il team di Loof sviluppò il prototipo più velocemente degli ingegneri degli sviluppi dello stabilimento BMW. Lo chassis del suo prototipo portava il numero di matricola 70.001 ed era talvolta indicato in azienda come l'auto sportiva 502. «502» era la designazione per la berlina otto cilindri BMW che era stata lanciata nel 1954 ed era stata soprannominata "Angelo barocco" per le sue linee aristocratiche. Loof presentò l'auto alla società a Monaco, nonché al pubblico durante un concorso di bellezza svoltosi a Bad Neuenahr. La bassa due posti con le sue linee aerodinamiche a freccia vinse la medaglia d'oro, ma non convinse il consiglio di amministrazione BMW, che continuò a puntare sul progetto di Goertz. Si dice che l'importatore statunitense Max Hoffman abbia spesso ripetuto: «Sarà un fiasco commerciale».
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