25-06-2011, 00:22
Eccomi 
Fin dal primo ascolto di Ten pensai che i PJ in realtà avessero poco a che fare col movimento grunge. Il disco (magnifico dalla prima all'ultima traccia) nascondeva una vena melodica e intimista sconosciuta alle altre band di Seattle. Penso a Wash, a Jeremy alla sontuosa Black.
Vena melodica che fece dire a qualche critico musicale spocchioso che i PJ erano "soltanto una discreta band con la fortuna di avere un cantante straordinario".
Gli episodi successivi al disco di esordio furono altrettanto significativi. Tanto Vs. quanto Vitalogy contengono perle di valore assoluto (Rearviewmirror, Not for you).
Contemporaneamente emergevano altre due peculiarità del gruppo di Vedder: le straordinarie performance live e la loro idiosincrasia verso lo showbiz.
La svolta musicale arrivò con No code e ancor di più con Yeld. In questi lavori cominciano ad affiorare suoni folk (Off he goes) quasi springsteeniani decisamente inconsueti per il movimento dal quale erano partiti.
Da Rioct Act del 2002 ho smesso di amarli come una volta, trovandoli un po' stucchevoli. La capacità emotiva l'ho apprezzata più nelle performance soliste che non nei lavori della band, come ad esempio nella struggente colonna sonora scritta da Eddie per il film Into the wild.

Fin dal primo ascolto di Ten pensai che i PJ in realtà avessero poco a che fare col movimento grunge. Il disco (magnifico dalla prima all'ultima traccia) nascondeva una vena melodica e intimista sconosciuta alle altre band di Seattle. Penso a Wash, a Jeremy alla sontuosa Black.
Vena melodica che fece dire a qualche critico musicale spocchioso che i PJ erano "soltanto una discreta band con la fortuna di avere un cantante straordinario".
Gli episodi successivi al disco di esordio furono altrettanto significativi. Tanto Vs. quanto Vitalogy contengono perle di valore assoluto (Rearviewmirror, Not for you).
Contemporaneamente emergevano altre due peculiarità del gruppo di Vedder: le straordinarie performance live e la loro idiosincrasia verso lo showbiz.
La svolta musicale arrivò con No code e ancor di più con Yeld. In questi lavori cominciano ad affiorare suoni folk (Off he goes) quasi springsteeniani decisamente inconsueti per il movimento dal quale erano partiti.
Da Rioct Act del 2002 ho smesso di amarli come una volta, trovandoli un po' stucchevoli. La capacità emotiva l'ho apprezzata più nelle performance soliste che non nei lavori della band, come ad esempio nella struggente colonna sonora scritta da Eddie per il film Into the wild.
[SIGPIC][/SIGPIC][SIZE="6"]BMW DRIVERS CLUB[/SIZE]
