02-06-2013, 08:53
International Mini Meeting (IMM)
è il più grande raduno di Mini classiche e si svolge ogni anno in una diversa città europea. Un emozionante appuntamento per gli appassionati di tutto il mondo che questanno si sono dati appuntamento al Mugello per ledizione 2013 per vivere un fantastico viaggio sulle strade della Toscana.
Il tradizionale raduno dei Mini Club si svolge, come di consueto, durante il week end di Pentecoste, dal 17 al 19 maggio 2013. Questanno al Mugello va in scena un ricco calendario di eventi che prevede attività lifestyle, esclusive esposizioni e Mini Experience, per rendere più stretto che mai il legame tra la Mini classica e i modelli della gamma MINI attuale, secondo il motto MINI meets Mini che sposa il fascino ed il glamour del passato con la tecnologia ed il design del presente e del futuro.
Molti appassionati (circa 4.500/5.000 fan del Marchio) arrivano con le proprie vetture percorrendo, in alcuni casi, diverse centinaia di chilometri, popolando vaste zone verdi che si trasformeranno in un grande parco espositivo di oltre 3.000 Mini storiche o personalizzate, e proponendo uninteressante retrospettiva sulla storia Mini. La Mini che è giunta da più lontano è arrivata dalla Florida con un viaggio di un mese via nave.
Il percorso di avvicinamento allInternational Mini Meeting è caratterizzato da un viaggio con sorprendenti tappe a sorpresa lungo le strade più belle del paese.
La partenza è previsa dalla sede di BMW Italia a San Donato Milanese con la formazione di una vera e propria carovana di MINI e Mini dirette in Toscana.
Dopo una prima tappa a Casalpusterlengo gli straordinari paesaggi toscani faranno da contorno alle MINI che percorreranno il passo della Futa e della Raticosa Pratolino e Fiesole.
Latmosfera suggestiva dellabbraccio tra Mini Classica e MINI si completa sulla vecchia route del Mugello e nei paesaggi da cartolina della Val DOrcia (Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO)
[ATTACH=CONFIG]5340[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5341[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5342[/ATTACH]
Il primo International Mini Meeting ebbe luogo nel 1978 in Germania e da allora levento si ripete ogni anno durante il week end di Pentecoste in una diversa città europea. Ogni 5 anni lIMM torna in Inghilterra per ricordare le origini britanniche del marchio. Giunto alla sua 37esima edizione lInternational Mini Meeting sottolinea lo stretto legame tra la Mini del passato, la MINI del presente e quella del futuro diventando così il più grande raduno di proprietari e appassionati di Miniclassiche del mondo.
Lo scorso anno hanno partecipato circa 4.000 fan del marchio, compresi i rappresentanti di oltre 200 MINI club di innumerevoli paesi. Anche per ledizione 2013 si prevede unampia partecipazione con appassionati che giungeranno in Toscana da tutte le parti del mondo per condividere la medesima passione per Mini.
Un ricco programma di eventi ed una serie di interessanti appuntamenti animano il fine settimana del 17-19 maggio e permettono di immergersi nel mondo MINI con incontri tra collezionisti, interessanti mostre di Mini depoca restaurate, mercatini di pezzi di ricambio, parate e promenade, gare, test drive e concorsi di bellezza.
Unampia area verde, vicino al paese di Scarperia e a circa tre chilometri dallentrata principale del Circuito del Mugello, offre spazio sufficiente per parcheggiare tutte le Mini attese allInternationalMini Meeting 2013 ed ospitare le tende dei visitatori che hanno deciso di campeggiare nel cuore dellevento. Nellarea di campeggio si svolgono, infatti, numerose attività spettacolari che ruotano attorno alla storica Mini, allinsegna della sua vocazione sportiva, ricca di fascino e sempre unconventional.
MINI meets Mini
Stesso DNA, stesse caratteristiche, stessa vocazione. La MINI del presente segue le orme della sua progenitrice conservandone il carattere inimitabile, oggi come in futuro. La vocazione sportiva, le linee non convenzionali e sempre riconoscibili, il design originale ed il divertimento di guida restano immutati nel corso degli anni nonostante le innovazioni tecnologiche e lattuale ampliamento della gamma, giunta a ben sette modelli diversi.
La formula magica, che attraverso linee ricche di personalità ha reso la Mini Classica unicona automobilistica ispirando poi anche i progettisti della MINI moderna, è quella di unauto piccola fuori, ma grande dentro, capace di offrire un autentico divertimento di guida.
Il design delle vetture del brand britannico, sin dalla prima Mini scaturita dalla matita di Sir Alec Issigonis nel 1959, segue la sua funzione oltre ad essere dinamico e sportivo nelle linee, nel possente portamento sulle ruote e nel look con baricentro basso dato dal corpo del veicolo che scende a cascata con un volume crescente verso la superficie stradale.
[ATTACH=CONFIG]5346[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5347[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5348[/ATTACH]
Secondo il motto MINI meets Mini, lInternational Mini Meeting diventa quindi loccasione per attingere dal glamour del passato nella continuità con la gamma attuale.
Dalloriginale alloriginale
Quando nel 2001 la nuova MINI è stata lanciata sul mercato per prendere il posto della MiniClassic, è diventata da subito un eccellente successo e ha dato vita ad una realtà fortemente al passo con i tempi.
In questo modo MINI ha creato un classico di oggi e ha trasformato un originale storico (la tanto amata vettura degli anni 60) in un design del tutto originale e riconoscibile.
La sfida di MINI è ora quella di proseguire un armonico sviluppo e diventare un classico modeno grazie ai suoi elementi distintivi, al suo stille, alla sua audacia ed energia.
A prescindere dallepoca di produzione, tutti i modelli di Mini e di MINI esprimono, infatti, la medesima capacità di suscitare emozioni.
Mini Classica e MINI non sono solo auto: rappresentano una vera e propria filosofia esistenziale, uno spazio vitale, un ampliamento a quattro ruote delle nostre abitazioni, un oggetto darredamento urbano e, persino, una creazione artistica. Per questo motivo Mini è un oggetto di lifestyle globale e trasversale che viene amato da persone di culture, lingue ed estrazioni sociali diverse e diventa terreno fertile per esperimenti creativi.
Basti ricordare le molte occasioni di incontro tra Mini e il mondo della moda a partire dallo stretto rapporto con Paul Smith e Mary Quant negli Swinging Sixties, fino ad arrivare alle reinterpretazioni creative della MINI di oggi ad opera di stilisti internazionali come Roberto Cavalli, Dsquared2 o Fendi.La nascita della Mini classica
La British Motor Company (BMC) svelò nel 1959 il risultato del lavoro di sviluppo di una rivoluzionaria vettura compatta dal design finalizzato alla sua funzione, dalle dimensioni esterne contenute e con una generosa offerta di spazio interno, dalla guida sportiva, ma confortevole, e dai motori parsimoniosi. Al pubblico furono presentati due modelli: la Morris Mini-Minor e la Austin Seven. La doppia anteprima di queste quattro posti quasi identiche scaturiva dallampia gamma di marche nella disponibilità della BMC.
Il papà della Mini, lingegnere britannico di origini greche Sir Alec Issigonis, era riuscito a creare una vettura di piccole dimensioni le cui priorità erano lo spazio e il prezzo.
Sir Alec Issigonis propose alcune soluzioni tecniche originali e tecnicamente innovative, ma in perfetta sintonia con il suo progetto. Optò in favore della trazione anteriore con motore montato trasversalmente e spostò le ruote con cerchi da 10 pollici allestremità della scocca. Il passo misurava 2,3 metri. La lunghezza esterna della Mini classica era di 3,05 metri, la larghezza di 1,41 e laltezza di 1,35. Ma il dato forse più significativo era che l80% dello spazio occupato dalla vettura compatta era a disposizione di passeggeri e di bagagli.
In sintesi, Mini classica era fatta su misura per i parcheggi più stretti e, con il suo prezzo base di 496 sterline, era perfetta anche per i bilanci più modesti. Il piacere di guida, la personalità e il design non convenzionale delle sue proporzioni resero Mini Classica da subito interessante anche per gli automobilisti che, oltre allingombro ridotto, cercavano agilità nei percorsi misti o ricchi di curve e uno stile immediatamente riconoscibile.
Mini Cooper 998
Lanciata nel 1959, Mini debuttò con la propria versione sportiva Cooper (dal nome del famoso pilota e costruttore inglese che ne sviluppò la preparazione) nel 1961, prima con la cilindrata di 997 cc e successivamente con il motore da 998 cc che poi è rimasto in produzione per oltre trentanni.
Arrivarono in seguito anche le versioni 1275 cc vittoriose a varie edizioni del Rally di Montecarlo negli anni 60.
La Mini Cooper 998 esposta in Val dOrcia in occasione dellIMM 2013 è stata prodotta nel 1965 con il marchio Morris.
[ATTACH=CONFIG]5349[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5350[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5351[/ATTACH]
È una delle pochissime vendute da nuove in Italia con guida a sinistra.
Come specificato nella scheda di produzione fornita dallHeritage Inglese, la vettura è ancora nel suo colore originale Almond Green con tetto panna e interni, anchessi originali, di colore verde con fascia centrale chiara. Uniche concessioni (peraltro accessori depoca) sono il volante in legno sportivo (in origine era montato un volante in bachelite nera), una coppia di carburatori DellOrto al posto dei classici S.U. ed i fari di profondità anteriori tipo Rally.
Lauto ha avuto solo 3 proprietari in quasi 50 anni di vita ed è sempre rimasta a Milano. Questo ha consentito di mantenere la sua prima targa e il suo primo libretto di circolazione.
Inoltre, grazie alla cura dei precedenti proprietari (tra i quali vi è stato anche il grande Gigi Villoresi, pilota di Formula Uno e vincitore della Mille Miglia), questa Mini Cooper è conservata in maniera impeccabile. Il proprietario attuale è Mauro Borella.
Rover Mini Cooper 1.3 carburatore 1992
Uno degli esemplari di Mini Cooper rilanciati dalla Rover nel 1990, prodotto nella fabbrica di Longbridge.
È un modello a carburatore con una potenza di 63 CV.
Si presenta nella combinazione di colori Storm Grey e tetto nero.
È stata personalizzata da Just Minis con numerosi accessori, tra i quali spiccano cerchi in legaMinilight da 12 di colore nero con canale lucidato, interni in pelle bordeaux con sedili Recaro e pannelli in radica di noce.
Meccanicamente è quasi completamente originale, eccezion fatta per il terminale di scarico e il filtro aria sportivi.
Rover Mini British Open Classic 1.3 iniezione SPI 1994
Alla fine del 1993 viene introdotta lalimentazione ad iniezione su tutte le Mini dal momento che le nuove normative europee dellepoca imponevano ai costruttori determinati parametri antinquinamento a cui attenersi. Mini venne quindi equipaggiata di catalizzatore attivo e di una sonda Lambda funzionante attraverso una gestione elettronica.
La particolarità del modello British Open Classic è il tetto panoramico apribile elettricamente.
La potenza è di 55 CV (depotenziata rispetto alle versioni Cooper).
Il modello è color Tahiti Blue con tetto bianco.
È stata personalizzata da Just Minis con diversi accessori, tra cui allestimento Sportspack (passaruota allargati e cerchi da 13) e interni in pelle color tabacco con sedili Porsche e pannelli in radica di noce.
Lesemplare in esposizione in Toscana è meccanicamente pressoché originale, eccezion fatta per il terminale di scarico e il filtro aria sportivi.
[ATTACH=CONFIG]5353[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5352[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5354[/ATTACH]
Mini Moke nasce come progetto della BMC di un veicolo ad uso militare leggero e paracadutabile, ma costruito su meccanica Mini.
La scarsa altezza da terra però non la fece adottare dallesercito britannico, che preferì appaltare il progetto a Land Rover.
Venne perciò destinata ad un utilizzo come veicolo commerciale, da lavoro e forestale ed ebbe un grande successo come mezzo per le zone marine e campestri, soprattutto nelle regioni più calde e soleggiate degli USA e in Australia.
Mini Moke entra in produzione nel 1964 e, nel susseguirsi degli anni, vengono prodotte diverse versioni in numerosi Paesi, tra cui Australia, Portogallo e Italia, fino alla metà degli anni Novanta.
Lesemplare esposto in Toscana è una Morris Moke MK1 del 1965. E dotata del motore A-Series di più piccola cubatura: 850 cc.
Lunico colore disponibile della MK1 era il verde.
Nella campagna vendita dellepoca, la vetturetta con carrozzeria spiaggina veniva definita lasinello dei tempi moderni e il claim della campagna pubblicitaria era robusta come un trattore, divertente come un giocattolo.
www.press.bmwgroup.com
è il più grande raduno di Mini classiche e si svolge ogni anno in una diversa città europea. Un emozionante appuntamento per gli appassionati di tutto il mondo che questanno si sono dati appuntamento al Mugello per ledizione 2013 per vivere un fantastico viaggio sulle strade della Toscana.
Il tradizionale raduno dei Mini Club si svolge, come di consueto, durante il week end di Pentecoste, dal 17 al 19 maggio 2013. Questanno al Mugello va in scena un ricco calendario di eventi che prevede attività lifestyle, esclusive esposizioni e Mini Experience, per rendere più stretto che mai il legame tra la Mini classica e i modelli della gamma MINI attuale, secondo il motto MINI meets Mini che sposa il fascino ed il glamour del passato con la tecnologia ed il design del presente e del futuro.
Molti appassionati (circa 4.500/5.000 fan del Marchio) arrivano con le proprie vetture percorrendo, in alcuni casi, diverse centinaia di chilometri, popolando vaste zone verdi che si trasformeranno in un grande parco espositivo di oltre 3.000 Mini storiche o personalizzate, e proponendo uninteressante retrospettiva sulla storia Mini. La Mini che è giunta da più lontano è arrivata dalla Florida con un viaggio di un mese via nave.
Il percorso di avvicinamento allInternational Mini Meeting è caratterizzato da un viaggio con sorprendenti tappe a sorpresa lungo le strade più belle del paese.
La partenza è previsa dalla sede di BMW Italia a San Donato Milanese con la formazione di una vera e propria carovana di MINI e Mini dirette in Toscana.
Dopo una prima tappa a Casalpusterlengo gli straordinari paesaggi toscani faranno da contorno alle MINI che percorreranno il passo della Futa e della Raticosa Pratolino e Fiesole.
Latmosfera suggestiva dellabbraccio tra Mini Classica e MINI si completa sulla vecchia route del Mugello e nei paesaggi da cartolina della Val DOrcia (Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO)
[ATTACH=CONFIG]5340[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5341[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5342[/ATTACH]
Il primo International Mini Meeting ebbe luogo nel 1978 in Germania e da allora levento si ripete ogni anno durante il week end di Pentecoste in una diversa città europea. Ogni 5 anni lIMM torna in Inghilterra per ricordare le origini britanniche del marchio. Giunto alla sua 37esima edizione lInternational Mini Meeting sottolinea lo stretto legame tra la Mini del passato, la MINI del presente e quella del futuro diventando così il più grande raduno di proprietari e appassionati di Miniclassiche del mondo.
Lo scorso anno hanno partecipato circa 4.000 fan del marchio, compresi i rappresentanti di oltre 200 MINI club di innumerevoli paesi. Anche per ledizione 2013 si prevede unampia partecipazione con appassionati che giungeranno in Toscana da tutte le parti del mondo per condividere la medesima passione per Mini.
Un ricco programma di eventi ed una serie di interessanti appuntamenti animano il fine settimana del 17-19 maggio e permettono di immergersi nel mondo MINI con incontri tra collezionisti, interessanti mostre di Mini depoca restaurate, mercatini di pezzi di ricambio, parate e promenade, gare, test drive e concorsi di bellezza.
Unampia area verde, vicino al paese di Scarperia e a circa tre chilometri dallentrata principale del Circuito del Mugello, offre spazio sufficiente per parcheggiare tutte le Mini attese allInternationalMini Meeting 2013 ed ospitare le tende dei visitatori che hanno deciso di campeggiare nel cuore dellevento. Nellarea di campeggio si svolgono, infatti, numerose attività spettacolari che ruotano attorno alla storica Mini, allinsegna della sua vocazione sportiva, ricca di fascino e sempre unconventional.
MINI meets Mini
Stesso DNA, stesse caratteristiche, stessa vocazione. La MINI del presente segue le orme della sua progenitrice conservandone il carattere inimitabile, oggi come in futuro. La vocazione sportiva, le linee non convenzionali e sempre riconoscibili, il design originale ed il divertimento di guida restano immutati nel corso degli anni nonostante le innovazioni tecnologiche e lattuale ampliamento della gamma, giunta a ben sette modelli diversi.
La formula magica, che attraverso linee ricche di personalità ha reso la Mini Classica unicona automobilistica ispirando poi anche i progettisti della MINI moderna, è quella di unauto piccola fuori, ma grande dentro, capace di offrire un autentico divertimento di guida.
Il design delle vetture del brand britannico, sin dalla prima Mini scaturita dalla matita di Sir Alec Issigonis nel 1959, segue la sua funzione oltre ad essere dinamico e sportivo nelle linee, nel possente portamento sulle ruote e nel look con baricentro basso dato dal corpo del veicolo che scende a cascata con un volume crescente verso la superficie stradale.
[ATTACH=CONFIG]5346[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5347[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5348[/ATTACH]
Secondo il motto MINI meets Mini, lInternational Mini Meeting diventa quindi loccasione per attingere dal glamour del passato nella continuità con la gamma attuale.
Dalloriginale alloriginale
Quando nel 2001 la nuova MINI è stata lanciata sul mercato per prendere il posto della MiniClassic, è diventata da subito un eccellente successo e ha dato vita ad una realtà fortemente al passo con i tempi.
In questo modo MINI ha creato un classico di oggi e ha trasformato un originale storico (la tanto amata vettura degli anni 60) in un design del tutto originale e riconoscibile.
La sfida di MINI è ora quella di proseguire un armonico sviluppo e diventare un classico modeno grazie ai suoi elementi distintivi, al suo stille, alla sua audacia ed energia.
A prescindere dallepoca di produzione, tutti i modelli di Mini e di MINI esprimono, infatti, la medesima capacità di suscitare emozioni.
Mini Classica e MINI non sono solo auto: rappresentano una vera e propria filosofia esistenziale, uno spazio vitale, un ampliamento a quattro ruote delle nostre abitazioni, un oggetto darredamento urbano e, persino, una creazione artistica. Per questo motivo Mini è un oggetto di lifestyle globale e trasversale che viene amato da persone di culture, lingue ed estrazioni sociali diverse e diventa terreno fertile per esperimenti creativi.
Basti ricordare le molte occasioni di incontro tra Mini e il mondo della moda a partire dallo stretto rapporto con Paul Smith e Mary Quant negli Swinging Sixties, fino ad arrivare alle reinterpretazioni creative della MINI di oggi ad opera di stilisti internazionali come Roberto Cavalli, Dsquared2 o Fendi.La nascita della Mini classica
La British Motor Company (BMC) svelò nel 1959 il risultato del lavoro di sviluppo di una rivoluzionaria vettura compatta dal design finalizzato alla sua funzione, dalle dimensioni esterne contenute e con una generosa offerta di spazio interno, dalla guida sportiva, ma confortevole, e dai motori parsimoniosi. Al pubblico furono presentati due modelli: la Morris Mini-Minor e la Austin Seven. La doppia anteprima di queste quattro posti quasi identiche scaturiva dallampia gamma di marche nella disponibilità della BMC.
Il papà della Mini, lingegnere britannico di origini greche Sir Alec Issigonis, era riuscito a creare una vettura di piccole dimensioni le cui priorità erano lo spazio e il prezzo.
Sir Alec Issigonis propose alcune soluzioni tecniche originali e tecnicamente innovative, ma in perfetta sintonia con il suo progetto. Optò in favore della trazione anteriore con motore montato trasversalmente e spostò le ruote con cerchi da 10 pollici allestremità della scocca. Il passo misurava 2,3 metri. La lunghezza esterna della Mini classica era di 3,05 metri, la larghezza di 1,41 e laltezza di 1,35. Ma il dato forse più significativo era che l80% dello spazio occupato dalla vettura compatta era a disposizione di passeggeri e di bagagli.
In sintesi, Mini classica era fatta su misura per i parcheggi più stretti e, con il suo prezzo base di 496 sterline, era perfetta anche per i bilanci più modesti. Il piacere di guida, la personalità e il design non convenzionale delle sue proporzioni resero Mini Classica da subito interessante anche per gli automobilisti che, oltre allingombro ridotto, cercavano agilità nei percorsi misti o ricchi di curve e uno stile immediatamente riconoscibile.
Mini Cooper 998
Lanciata nel 1959, Mini debuttò con la propria versione sportiva Cooper (dal nome del famoso pilota e costruttore inglese che ne sviluppò la preparazione) nel 1961, prima con la cilindrata di 997 cc e successivamente con il motore da 998 cc che poi è rimasto in produzione per oltre trentanni.
Arrivarono in seguito anche le versioni 1275 cc vittoriose a varie edizioni del Rally di Montecarlo negli anni 60.
La Mini Cooper 998 esposta in Val dOrcia in occasione dellIMM 2013 è stata prodotta nel 1965 con il marchio Morris.
[ATTACH=CONFIG]5349[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5350[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5351[/ATTACH]
È una delle pochissime vendute da nuove in Italia con guida a sinistra.
Come specificato nella scheda di produzione fornita dallHeritage Inglese, la vettura è ancora nel suo colore originale Almond Green con tetto panna e interni, anchessi originali, di colore verde con fascia centrale chiara. Uniche concessioni (peraltro accessori depoca) sono il volante in legno sportivo (in origine era montato un volante in bachelite nera), una coppia di carburatori DellOrto al posto dei classici S.U. ed i fari di profondità anteriori tipo Rally.
Lauto ha avuto solo 3 proprietari in quasi 50 anni di vita ed è sempre rimasta a Milano. Questo ha consentito di mantenere la sua prima targa e il suo primo libretto di circolazione.
Inoltre, grazie alla cura dei precedenti proprietari (tra i quali vi è stato anche il grande Gigi Villoresi, pilota di Formula Uno e vincitore della Mille Miglia), questa Mini Cooper è conservata in maniera impeccabile. Il proprietario attuale è Mauro Borella.
Rover Mini Cooper 1.3 carburatore 1992
Uno degli esemplari di Mini Cooper rilanciati dalla Rover nel 1990, prodotto nella fabbrica di Longbridge.
È un modello a carburatore con una potenza di 63 CV.
Si presenta nella combinazione di colori Storm Grey e tetto nero.
È stata personalizzata da Just Minis con numerosi accessori, tra i quali spiccano cerchi in legaMinilight da 12 di colore nero con canale lucidato, interni in pelle bordeaux con sedili Recaro e pannelli in radica di noce.
Meccanicamente è quasi completamente originale, eccezion fatta per il terminale di scarico e il filtro aria sportivi.
Rover Mini British Open Classic 1.3 iniezione SPI 1994
Alla fine del 1993 viene introdotta lalimentazione ad iniezione su tutte le Mini dal momento che le nuove normative europee dellepoca imponevano ai costruttori determinati parametri antinquinamento a cui attenersi. Mini venne quindi equipaggiata di catalizzatore attivo e di una sonda Lambda funzionante attraverso una gestione elettronica.
La particolarità del modello British Open Classic è il tetto panoramico apribile elettricamente.
La potenza è di 55 CV (depotenziata rispetto alle versioni Cooper).
Il modello è color Tahiti Blue con tetto bianco.
È stata personalizzata da Just Minis con diversi accessori, tra cui allestimento Sportspack (passaruota allargati e cerchi da 13) e interni in pelle color tabacco con sedili Porsche e pannelli in radica di noce.
Lesemplare in esposizione in Toscana è meccanicamente pressoché originale, eccezion fatta per il terminale di scarico e il filtro aria sportivi.
[ATTACH=CONFIG]5353[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5352[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]5354[/ATTACH]
Mini Moke nasce come progetto della BMC di un veicolo ad uso militare leggero e paracadutabile, ma costruito su meccanica Mini.
La scarsa altezza da terra però non la fece adottare dallesercito britannico, che preferì appaltare il progetto a Land Rover.
Venne perciò destinata ad un utilizzo come veicolo commerciale, da lavoro e forestale ed ebbe un grande successo come mezzo per le zone marine e campestri, soprattutto nelle regioni più calde e soleggiate degli USA e in Australia.
Mini Moke entra in produzione nel 1964 e, nel susseguirsi degli anni, vengono prodotte diverse versioni in numerosi Paesi, tra cui Australia, Portogallo e Italia, fino alla metà degli anni Novanta.
Lesemplare esposto in Toscana è una Morris Moke MK1 del 1965. E dotata del motore A-Series di più piccola cubatura: 850 cc.
Lunico colore disponibile della MK1 era il verde.
Nella campagna vendita dellepoca, la vetturetta con carrozzeria spiaggina veniva definita lasinello dei tempi moderni e il claim della campagna pubblicitaria era robusta come un trattore, divertente come un giocattolo.
www.press.bmwgroup.com
![[Immagine: 10285296-10202712567313433-4460518198988804655-o.jpg]](https://i.postimg.cc/13FPNd1h/10285296-10202712567313433-4460518198988804655-o.jpg)


