BMW e l'auto d'epoca
#1
Riporto un articolo molto interessante:

Citazione:Il salone italiano dell'auto? "La strada c'è già ed quella d'epoca..."

Parla Andrea Ferrari responsabile marketing Bmw: "Il classic è passione, amore per l'auto. E funziona alla grande per gli show"di VINCENZO BORGOMEO

L'auto d'epoca fa davvero da traino per quella nuova? Il futuro dell'auto è alle sue spalle? Dopo il successo del salone di Padova dove abbiamo assistito alla partecipazione ufficiale di ben dieci marche qualche dubbio viene. E perché tanta attenzione per classiche? “L'interpretazione che abbiamo dato noi a questa tipologia di evento – spiega Andrea Ferrari responsabile marketing Bmw – nasce dalla forza del nostro marchio. Per capirci, ci sono dei brand si possono permettere di guardare alle spalle, che hanno una storia da raccontare, che hanno un forte legame fra ieri e oggi”.

Ognuno però racconta la storia a modo suo. Ognuno ha sempre qualcosa da raccontare.

“Questo si, certo, ma è importante che il discorso non sia forzato, che alla gente venga naturale trovare un filo rosso fra i modelli attuali e quelli del passato. Almeno secondo la nostra interpretazione di marketing. Le faccio un esempio: a Padova abbiamo esposto auto d'epoca meravigliose e vetture sportive modernissime, ma sia nella Serie 4 che nella 328 del 1937 era facilmente riconoscibile il valore del brand Bmw. Un valore fatto di proporzione dei volumi, di design e sportività”.

Va bene, ma come giustifica il successo travolgente, dal punto di vista di partecipazione di marchi importanti, del salone auto e moto d'epoca di Padova?

“Noi come Bmw analizzavamo l'evento da tempo. E lo abbiamo studiato a lungo, lo tenevamo d'occhio da molti anni.

E devo dire che con la crisi del Motor Show di Bologna e e delle esposizioni di auto più in generale abbiamo notato che da 4 o 5 anni c'era un certo fermento attorno al salone di Padova. Sia da parte del pubblico che da parte dei costruttori. Quindi esserci è diventato strategico. E poi c'è anche dell'altro: in un momento di crisi come questo, dal punto di marketing la partecipazione ad un salone italiano ma di livello internazionale è uno sforzo enorme. Che si può affrontare solo con l'intervento della casa madre (che quasi sempre dice di no). Il salone di Padova è invece più abbordabile ed efficiente, regala la possibilità di essere presenti anche con budget limitati. E per un ufficio marketing nazionale è un bel vantaggio”.

Ma voi del marketing badate al sodo, si sa. Come “acchiappate” i clienti delle auto nuove con la passione per le classiche?

“Coltivando ed andando a cercare proprio la passione anche per le auto d'epoca. E non solo per quelle di grande valore, anzi. Dove c'è passione per noi è più facile “acchiappare” una clientela che arriva da auto di interesse storico. Ma non è un legame automatico, c'è chi nelle auto d'epoca riconosce una storia e una cultura che non riesce a trovare nelle auto moderne. E c'è chi invece trova il legame. Le “macchine belle” come dicono gli appassionati è più facile riconoscerle nelle auto vecchie, ovvio. Ma spesso questo amore si trasferisce sulle nuove perché ci sono tanti aspetti che riportano l'auto nuova a quella vecchia. E viceversa”.

Quindi qual è il vostro ritorno?

“Noi cerchiamo sempre di avere un ritorno a breve. E' vero. Ma della nostra presenza al salone di Padova siamo molto soddisfatto perché abbiamo analizzato con cura quanta attenzione il pubblico dedicava alle auto nuove e quanta a quelle vecchie. E visto che l'interesse è stato equamente distribuito, posso dire che abbiamo avuto un enorme successo. Ora rimane da capire fra qualche mese se tutti quelli che sono passati sullo stand torneranno in casa Bmw per fare un ordine, per fare un test drive. Questa è la sfida che ci diamo”.

Quindi Auto e Moto d'Epoca di Padova può essere il vero salone dell'auto italiana?

“La strada è segnata, forse ora è presto per dirlo. Le cose stanno cambiando in fretta. Una volta si andava ai saloni per vedere le novità, per assistere alle anteprima. Oggi non è più così, la gente arriva sullo stand e conosce già tutto. Quindi il format del salone classico, del Motor Show, del luogo che ti svela una cosa, dove vedi la novità o qualcuno che impenna o che sgomma non funziona più. Padova invece sembra esserlo. Non voglio dire che Padova sia il futuro, ma questo è davvero un bell'esempio di successo. E se una cosa funziona...”.

Fonte:http://www.repubblica.it/motori/sezioni/...-70409592/

Come ho avuto modo di dire, non ricordo dove, finalmente BMW si e' accorta che non esistono solo auto moderne..... forse si accorgerà anche dei Club.....
simone72
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#2
Dal Fatto quotidiano:

Citazione:Il Motor Show muore, Padova fa il botto. La contraddizione è saltata agli occhi di tutti gli appassionati di auto, che a pochi giorni dall’annuncio della cancellazione dell’esposizione bolognese, hanno toccato con mano il successo di Auto e Moto d’Epoca 2013, ormai il salone dell’auto più importante d’Italia. Tra i padiglioni della fiera di Padova sono emersi dei segnali chiari per il settore dell’automotive: l’interesse della gente comune è alto; le case investono ancora per essere presenti in vetrine di questo tipo; il giro d’affari per le auto classiche è un business fiorente.

Sono state molte, infatti, le compravendite tra privati, con macchine d’epoca a prezzi non proprio popolari. Tante le auto esposte in cerca di un compratore, e tante anche quelle che già al secondo giorno di esposizione avevano il cartello sul parabrezza con scritto “venduta”. Parte della clientela è arrivata a Padova dall’estero, per portare a casa un pezzo di storia, possibilmente prodotto in Italia. Tutti pronti a pagare in contanti, sventolando banconote da 500 euro sul cofano dell’auto in vendita. Il giro d’affari è grosso anche per i ricambi. Escludendo le principali case tedesche, che hanno capito da molti anni il valore delle auto d’epoca, e continuano a produrre e commercializzare i ricambi per i modelli fuori produzione, per le storiche italiane il business cresce nelle bancarelle.

A un occhio inesperto, alcuni stand potrebbero sembrare dei cumuli di ferro arrugginito, pronti per la discarica, ma per gli appassionati si tratta di pezzi introvabili, che si fanno pagare caro. E questa miniera d’oro è stata vista dalle case automobilistiche, che hanno deciso di partecipare ufficialmente ad Auto e moto d’Epoca, portando i pezzi classici più interessanti, e anche i nuovi modelli in anteprima. Snobbata Bologna, la nuova – e unica – meta italiana per le case è diventata Padova. Bmw, ad esempio, oltre alle auto d’epoca, ha presentato la nuova Serie 4 e la X5, che esordirà sul mercato a metà novembre. “Una ricetta che funziona – ha sottolineato Andrea Ferrari di Bmw Italia – perché raccoglie l’interesse degli appassionati, e sposta l’attenzione anche sulla nuova produzione”. Tesi confermata anche da Marco Ruiz di Mercedes-Benz secondo cui “in questo momento non c’è spazio per un salone tradizionale in Italia, e le aziende non possono investire grandi cifre per un’esposizione nel nostro Paese, dove il mercato soffre molto”.

Tra le case presenti, Maserati, Porsche, Peugeot e anche Ferrari, che ha portato in Veneto parte delle auto esposte nel museo di Maranello. Insomma, se il mercato segna il passo, la leva per riportare l’auto al centro dell’attenzione è la passione. Un concetto ribadito all’unisono dall’organizzatore del Salone, Mario Baccaglini, dal vicepresidente dell’Anfia, Leonardo Fioravanti, e dal presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani. Quest’ultimo, insieme al direttore del Museo Ferrari, Antonio Ghini, ha colto l’occasione per tirare una stoccata al governo Monti, reo di aver introdotto il Superbollo, una tassa che “ha come unico risultato la penalizzazione del settore auto”. Infine, da Padova è riecheggiato più volte il nome di Milano, per la precisione della Fiera di Rho. Perché le intenzioni, sembrano essere davvero quelle di aprire un nuovo Salone in Lombardia. La formula è ancora ignota, ma la data è certa: l’Expo 2015.
simone72
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#3
Sotto un certo aspetto il tutto mi fa piacere.
Come visione più generale invece la cosa mi preoccupa.
La nostra è una nazione in cui viene sostanzialmente punito chi si impegna o ha interessi.
Come molti costruttori hanno o stanno capendo l'importanza di avere una tradizione alle spalle ed il tutto ovviamente per un indiretto profitto, anche i nostri governanti troveranno il modo di spremere, magari oltre il lecito il "limone".
Per noi che viviamo il tutto come passione forse sarebbe meglio si restasse in sordina.
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#4
ZAMBO Ha scritto:Per noi che viviamo il tutto come passione forse sarebbe meglio si restasse in sordina.

CondividoSad
Un automobile sportiva col suo cofano lungo e possente, i tubi come serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Nike di Samotracia (Spirit of Extasy). Filippo Marinetti, Manifesto del Futurismo, 1909
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#5
condivido zambo.

è stata la mia seconda volta a padova e devo dire che in un anno ho visto un incremento di pubblico e vendite che non mi sarei mai aspettato.

sono contento. un po meno del fatto che a comprare siano stato per lo più gli stranieri portando sia un bel parco auto.

IO SONO il BMW DRIVERS CLUB ITALIA
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