30-07-2014, 23:16
Sempre più difficile esportare allestero unauto usata. Il Pra, il Pubblico registro automobilistico gestito dallAci, di cui una bozza di riforma del settore automobilistico prevede la soppressione, ha deciso di vietare la radiazione per esportazione preventiva. Dal 14 luglio non sarà più possibile restituire le targhe e i documenti (carta di circolazione e certificato di proprietà) e cancellare i veicoli dal Pra senza la loro preventiva reimmatricolazione allestero. La nuova disposizione, infatti, prevede lobbligo di allegare alla richiesta di radiazione, la fotocopia della carta di circolazione estera (accompagnata, tra laltro, da traduzione asseverata nel caso in cui lesportazione avvenga nei paesi extraeuropei) o, comunque, lattestazione dellavvenuta reimmatricolazione oltrefrontiera.
Una possibilità. Il Pra, bontà sua, lascia uno spiraglio allesportazione preventiva concedendo una sola possibilità a chi vuole radiare per esportazione senza già avere reimmatricolto la macchina oltrefrontiera: allegare alla richiesta idonea documentazione comprovante lavvenuto trasferimento del veicolo allestero" (per esempio, documento di trasporto e bolla doganale, a cui, comunque, deve essere allegata una ricevuta di consegna al destinatario estero).
Freno alla vendita all'estero. La decisione del Pra, sulla quale il ministero della Giustizia ha espresso parere favorevole, limiterà parecchio la normale attività di vendita allestero di veicoli, sia da parte di concessionarie e salonisti, sia, soprattutto, da parte dei privati che utilizzano a questo fine annunci su siti internazionali specializzati, ma, fa sapere lente gestito dallAci, è stata presa perché si presuppone che il fenomeno delle radiazioni per definitiva esportazione nasconda anche fenomeni di elusione della normativa antinquinamento.
Altro colpo al mercato dell'auto. Insomma la solita soluzione allitaliana. Siccome qualcuno fa il furbo si colpiscono tutti. Senza considerare che nella maggior parte dei casi, allestero, per reimmatricolare un veicolo di provenienza italiana, è richiesto il certificato di radiazione. Che non può essere emesso, appunto, senza reimmatricolazione. Insomma, oltre a un appesantimento burocratico, coi costi che tutto ciò inevitabilmente implicherà, un ulteriore, ancorché piccolo, colpo al mercato dellauto.
Fonte: http://www.quattroruote.it/news/burocraz...usate.html
Una possibilità. Il Pra, bontà sua, lascia uno spiraglio allesportazione preventiva concedendo una sola possibilità a chi vuole radiare per esportazione senza già avere reimmatricolto la macchina oltrefrontiera: allegare alla richiesta idonea documentazione comprovante lavvenuto trasferimento del veicolo allestero" (per esempio, documento di trasporto e bolla doganale, a cui, comunque, deve essere allegata una ricevuta di consegna al destinatario estero).
Freno alla vendita all'estero. La decisione del Pra, sulla quale il ministero della Giustizia ha espresso parere favorevole, limiterà parecchio la normale attività di vendita allestero di veicoli, sia da parte di concessionarie e salonisti, sia, soprattutto, da parte dei privati che utilizzano a questo fine annunci su siti internazionali specializzati, ma, fa sapere lente gestito dallAci, è stata presa perché si presuppone che il fenomeno delle radiazioni per definitiva esportazione nasconda anche fenomeni di elusione della normativa antinquinamento.
Altro colpo al mercato dell'auto. Insomma la solita soluzione allitaliana. Siccome qualcuno fa il furbo si colpiscono tutti. Senza considerare che nella maggior parte dei casi, allestero, per reimmatricolare un veicolo di provenienza italiana, è richiesto il certificato di radiazione. Che non può essere emesso, appunto, senza reimmatricolazione. Insomma, oltre a un appesantimento burocratico, coi costi che tutto ciò inevitabilmente implicherà, un ulteriore, ancorché piccolo, colpo al mercato dellauto.
Fonte: http://www.quattroruote.it/news/burocraz...usate.html
simone72
