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Tasse: taglio (e cucito) - Versione stampabile

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Tasse: taglio (e cucito) - labrie_it - 23-08-2011

Andras Ha scritto:permettimi: secondo me poni la questione partendo da un punto di vista errato
il task di chi ci governa non è risolvere il problema
il task di chi ci governa è di scaricarlo sulla parte che quanto ad elettorato incide meno sulla loro permanenza dove sono attualmente e dove desiderano restare possibilmente a vita
siamo seri, in Italia non si ragiona sul problem solving
se c'è una fila anzichè mettersi in coda si pensa a come eluderla
se c'è una legge anzichè rispettarla si pensa a trovare l'inganno
e così via
penso che siamo tra gli ultimi paesi al mondo quando c'è da familiarizzare col concetto di "assunzione di responsabilità"
è sempre "colpa" di qualcun altro o qualche altra cosa
dimmi te dove riesci ad andare con dei presupposti del genere

questo è un aspetto della questione che va valutato, in effetti. una volta nei ministeri c'erano i cd. tecnici, persone che, indipendentemente dal governo in carica, avevano la funzione di portare avanti comunque il lavoro più tecnico con le minime implicazioni politiche possibile.
ora, purtroppo, avendo ereditato lo spoil system americano, i ministeri si sono riempiti di dipendenti politicizzati che non fanno altro che assecondare il capo di turno.


Tasse: taglio (e cucito) - labrie_it - 23-08-2011

T. Loris Ha scritto:Sappiamo benissimo di gente nello statale che timbra e poi va a fare un altro lavoro quindi non è che proprio si ammazzano per portare a casa 2 stipendi (ovviamente uno in nero e l'altro rubato)
E NON VOGLIO GENERALIZZARE sia chiaro ma queste cose esistono.

Per i fuoribusta e quant'altro sono cose concordate con il lavoratore che, non a caso, viene pagato di più per quelle ore.

Con tutti i licenziamenti di questo periodo perchè i dipendenti non vanno a denunciare i propri datori di lavoro per i pagamenti in nero che hanno ricevuto?
Sarebbe un modo per alzare qualche soldino nonchè vendicarsi del licenziamento.
Ma come puoi andare a recriminare anni di lavoro nero sperando di passarla liscia?
I dipendenti lo sanno benissimo che sarebbero multati/tassati per quegli introiti illeciti e quindi sanno che è meglio rinunciare visto che comunque hanno goduto.

E' come l'inquilino che vive in una casa senza registrare l'affitto, magari pure lavoratore dipendente, perchè mai dovrebbe farsi regolarizzare?
Cosa otterrebbe? Solo un aumento del canone!

Quindi poche storie quando si mangia si mangia tutti senza distinzione e in proporzione lo si fa tutti nella stessa maniera.

ma cosa stai dicendo? è pieno di gente che presenta esposti sul lavoro nero. e ti sfato un mito: non si viene tassati/multati neanche di un centesimo Smile
non è come l'inquilino, visto che quest'ultimo è obbligato in solido al pagamento dell'imposta di registro.
signori, se vogliamo spararle mettiamoci d'accordo e le spariamo ma almeno siamo chiari con chi ci legge.


Tasse: taglio (e cucito) - Spettro - 23-08-2011

T. Loris Ha scritto:Quindi poche storie quando si mangia si mangia tutti senza distinzione e in proporzione lo si fa tutti nella stessa maniera.


... Trane meeeeeeeeeeee ... trane me tranne me tranne me !!!!!!!!!!!!!


Tasse: taglio (e cucito) - T. Loris - 23-08-2011

labrie_it Ha scritto:ma cosa stai dicendo? è pieno di gente che presenta esposti sul lavoro nero. e ti sfato un mito: non si viene tassati/multati neanche di un centesimo Smile
non è come l'inquilino, visto che quest'ultimo è obbligato in solido al pagamento dell'imposta di registro.
signori, se vogliamo spararle mettiamoci d'accordo e le spariamo ma almeno siamo chiari con chi ci legge.

Io parlo di rapporti di lavoro consenzienti.
Se il datore di lavoro è in grado di dimostrare che il dipendente ha percepito quei soldi sono ca.zzi amari anche per il dipendente.
Se ti denunciano, perso per perso, tirando fuori quelle carte neanche il dipendente se la passa bene te lo garantisco.
Inps in primis vorrà i suoi soldi e non li paga di certo il datore di lavoro in quel caso.
Infatti i commrcialisti consigliano di conservare tutte le ricevute del nero pagato ai dipendenti e da loro firmate.
Informati meglio e non posso aggiungere altro Wink


Tasse: taglio (e cucito) - labrie_it - 23-08-2011

T. Loris Ha scritto:Io parlo di rapporti di lavoro consenzienti.
Se il datore di lavoro è in grado di dimostrare che il dipendente ha percepito quei soldi sono ca.zzi amari anche per il dipendente.
Se ti denunciano, perso per perso, tirando fuori quelle carte neanche il dipendente se la passa bene te lo garantisco.
Inps in primis vorrà i suoi soldi e non li paga di certo il datore di lavoro in quel caso.
Infatti i commrcialisti consigliano di conservare tutte le ricevute del nero pagato ai dipendenti e da loro firmate.
Informati meglio e non posso aggiungere altro Wink

no, aggiungi aggiungi, sono curioso Smile Mrgreen
quali sarebbero i cacchi amari per il dipendente? Smile Mrgreen ah, questi commercialisti, cosa vi fanno credere Smile
guarda, io sono un tipo molto umile su certe cose ma ti posso garantire che questa volta non mi posso informare meglio Big Grin


Tasse: taglio (e cucito) - T. Loris - 23-08-2011

Se fosse come dici tu tutti i titolari sarebbero sotto scacco e non farebbero 1 € di nero per non rischiare.
Pensaci bene, basterebbe una qualsiasi dichiarazione di qualche dipendente al quale stai sulle scatole e che ti vuol far del male per metterti nei guai (e ce ne sono una marea purtroppo) ma per fortuna non è così semplice come la vuoi far passare.
I tribunali sarebbero pieni di questi casi.
Ti ribadisco che non sto parlando di lavoro totalmente nero ma di gente che ha accettato e concordato preventivamente questa situazione.
Gente che ha scelto un basso livello di retribuzione ma ha poi preteso di essere pagato di più e la differenza tutta in nero.
Ne conosco alcuni che pensando di farla pagare al titolare si sono trovati in guai seri dichiarando di aver lavorato parzialmente in nero.
Un datore di lavoro scaltro, coinvolto in una cosa del genere, sicuramente paga ma è in grado di mettere sulla graticola con lui il suo accusatore.
Se fai le cose "giuste" non è difficile dimostrare che hai dato a lui la differenza che sarebbe servita a pagare i contributi.
E penso che con questo dovresti capire dove voglio arrivare.
Senza contare che questi poi non hanno più trovato lavoro da nessuna parte, sai com'è le voci corrono veloci nei nostri paesi, alla faccia della privacy garantita a chi denuncia.
Sono i dipendenti creduloni e ingenui che pensano di passare indenni sotto un'azione del genere.


Tasse: taglio (e cucito) - labrie_it - 24-08-2011

T. Loris Ha scritto:Se fosse come dici tu tutti i titolari sarebbero sotto scacco e non farebbero 1 € di nero per non rischiare.
Pensaci bene, basterebbe una qualsiasi dichiarazione di qualche dipendente al quale stai sulle scatole e che ti vuol far del male per metterti nei guai (e ce ne sono una marea purtroppo) ma per fortuna non è così semplice come la vuoi far passare.
I tribunali sarebbero pieni di questi casi.
Ti ribadisco che non sto parlando di lavoro totalmente nero ma di gente che ha accettato e concordato preventivamente questa situazione.
Gente che ha scelto un basso livello di retribuzione ma ha poi preteso di essere pagato di più e la differenza tutta in nero.
Ne conosco alcuni che pensando di farla pagare al titolare si sono trovati in guai seri dichiarando di aver lavorato parzialmente in nero.
Un datore di lavoro scaltro, coinvolto in una cosa del genere, sicuramente paga ma è in grado di mettere sulla graticola con lui il suo accusatore.
Se fai le cose "giuste" non è difficile dimostrare che hai dato a lui la differenza che sarebbe servita a pagare i contributi.
E penso che con questo dovresti capire dove voglio arrivare.
Senza contare che questi poi non hanno più trovato lavoro da nessuna parte, sai com'è le voci corrono veloci nei nostri paesi, alla faccia della privacy garantita a chi denuncia.
Sono i dipendenti creduloni e ingenui che pensano di passare indenni sotto un'azione del genere.

ti assicuro che basta l'esposto del dipendente per sanzionare il datore di lavoro. la legge 183/2010, il cd. collegato lavoro, è impostata proprio sul dipendente (in nero o irregolare) quale "parte debole" del rapporto.
i tribunali non sono pieni di questi casi, visto che la sanzione è accertata dalla polizia amministrativa, compreso l'ispettorato del lavoro. e, credimi, la stragrande maggioranza non fa ricorso alle sanzioni irrogate.
portami qualcuno che si è trovato "in guai seri" per aver dichiarato di percepire compensi in nero Wink
un'altra cosa: se il datore dà al dipendente la differenza famosa per pagare i contributi, è responsabile allo stesso modo, anzi di più. ti faccio un esempio lampante. mettiamo il caso che tu pagassi 100 il tuo dipendente e gli dovresti versare 20 di contributi. se tu non versi i suoi contributi e gli dai 120, gli organi competenti accerteranno il pagamento di contributi sui 120, non sui 100, perchè tutto quello che dai al dipendente è considerato compenso da lavoro. quindi ti ritroveresti a pagare (nel caso ipotetico che i contributi fossero del 20%) 24, non 20. più le sanzioni. più gli interessi.


Tasse: taglio (e cucito) - T. Loris - 24-08-2011

Ma stiamo parlando del povero cristo tenuto totalmente a nero per 500€ al mese che non puo far altro che accettare?
In questo caso posso trovarmi d'accordo con te sulla non sanzionabilità.
A quello il fisco, anche volendo, non può togliere nulla semplicemente perchè non ne ha!

Io parlo di gente che percepisce dai 3/4.000€ mese con una busta paga da 1.200, con case e auto intestate.
Oppure di gente tenuta li con contratto a progetto pur trattandosi di tutt'altro.
Ti garantisco che se trovano da succhiare sanzionano eccome assieme al datore di lavoro.

Se così non fosse tutta sta gente da grossi stipendi a nero avrebbe tutto il vantaggio, a fine rapporto, di sporgere denuncia se non altro per fini pensionistici, ferie non godute, tredicesime e quattordicesime e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe proprio un bel capitale da portare a casa o no?
Ma le cose per questa gente non stanno così e lo sai benissimo anche tu che sono frutto di accordi bilaterali.
Voglio vedere se possono dire di non sapere di trovarsi in quella situazione e come giustificano tali somme o di essere stati costretti.
Per quanto rischioso possa essere scrivere un accordo del genere queste cose vengono messe nero su bianco tra le 2 parti e il gioco è fatto.
Il dipendente ha il suo pacco di soldi e il datore di lavoro ha la sua garanzia di silenzio.

Comunque sia il dipendente ha l'obbligo di dichiarare quanto guadagnato e visto che ci tieni tanto leggiti questo:

Lavoro nero: oltre al danno la beffa. Obbligo del lavoratore di dichiarare al fisco i pagamenti. L’omissione dell’azienda non libera il contribuente dagli oneri tributari


Ora anche chi subisce il ricatto del “lavoro nero”, ossia l’incolpevole lavoratore, dovrà comunque pagare le imposte non versate dal datore di lavoro e quindi dichiarare quanto percepito.

Forse si è trovato un nuovo modo per far emergere il lavoro nero, o un invito ai lavoratori a denunciarlo? Non crediamo data l’estensione del fenomeno, una vera e propria piaga in particolare nel Mezzogiorno, ma diffuso in ogni ambito lavorativo del Paese e di difficile soluzione se non si adotteranno con urgenza misure strutturali in materia di occupazione. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, commentando la sentenza n. 9867/2011 della Corte di Cassazione.

Secondo la sezione tributaria della Suprema Corte, infatti, con la decisione in questione, il lavoratore che percepisce lo stipendio in nero, ha l’onere comunque di dichiarare al fisco il reddito ricevuto, e quindi il comportamento illegittimo del datore di lavoro/sostituto d’imposta non assorbe e annulla gli obblighi del lavoratore.

Il caso di cui si occupa la cassazione era stato avviato a seguito di un avviso di accertamento Irpef dell’Agenzia delle Entrate, attraverso la quale l’ente statale aveva richiesto il pagamento delle tasse relative ai redditi erogati e non dichiarati da una società. In particolare, gli stipendi in nero erano stati provati a seguito del reperimento in occasione di una verifica fiscale nei confronti della società datrice di lavoro delle ricevute rilasciate dal lavoratore.

Le commissioni tributarie provinciali e regionali avevano accolto i ricorsi del contribuente - lavoratore, che si era opposto al prelievo, poiché non risultava un accordo per non dichiarare il reddito ed in virtù della manifesta buona fede con cui aveva agito il contribuente ritenendo di non dover presentare la dichiarazione per redditi derivanti dall’unico rapporto di lavoro.

I giudici del Palazzaccio, al contrario, hanno accolto la linea difensiva dell’Agenzia della Entrate, secondo cui in presenza di pagamenti in nero, sussiste comunque l’obbligo del lavoratore di dichiarare al fisco i pagamenti.

Uniformandosi all’orientamento generale di legittimità, gli ermellini hanno ritenuto comunque che in caso di mancato versamento della ritenuta d'acconto da parte del datore di lavoro, il soggetto obbligato al pagamento del tributo è comunque anche il lavoratore contribuente ed hanno espresso il principio secondo cui “in presenza dell'obbligo di effettuare la ritenuta di acconto (diretta in sé ad agevolare non solo la riscossione, ma anche l'accertamento degli obblighi del percettore del reddito), l'intervento del "sostituto" lascia inalterata la posizione del "sostituito", il quale è specificamente gravato dall'obbligo di dichiarare i redditi assoggettati a ritenuta, poiché essi concorrono a formare la base imponibile sulla quale, secondo il criterio di progressività, sarà calcolata l'imposta dovuta, detraendosi da essa la ritenuta subita come anticipazione di prelievo”.

Lecce, 08 maggio 2011


Come vedi questa è roba di maggio 2011 ma comunque era così anche prima, se parlo è perchè so quello che dico, spero di averti convinto Wink


Tasse: taglio (e cucito) - labrie_it - 24-08-2011

rispondo una cosa alla volta. il signor giornalista Wink si è dimenticato di dire che la norma (non mi ricordo l'articolo ma è il d.lgs. 471/97) è chiara. però ammetto che non fa notizia Wink se il datore di lavoro non effettua le ritenute, il contribuente è obbligato a pagarle ma ha l'obbligo di rivalsa sul suo datore di lavoro, che comunque dovrà pagare una specifica sanzione!
come vedi, la disinformazione è tanta!

il povero cristiano totalmente a nero per 500 euro tecnicamente fa pagare al suo datore di lavoro più sanzioni dell'irregolare che prende fuori busta ben più di 500 euro. e lo dice il collegato lavoro, questo.
attenzione però che parliamo di sanzioni. nel diritto amministrativo devi tenere sempre ben distinte le imposte dovute (o gli oneri), le sanzioni e gli interessi. ognuno di questi elementi ha una sua "vita", con delle specifiche regole. ovvio che gli oneri e le imposte dovute nel secondo caso saranno maggiori ma non di certo le sanzioni.

Wink


Tasse: taglio (e cucito) - addlightness - 24-08-2011

io credo che chiunque accetti di lavorare in nero per basse cifre abbia impellenze attuali che lo preoccupino molto più di un lontano futuro senza pensione...

ergo, in un contesto di esubero di forza lavoro, un lavoratore si guarderà bene dal mettere nei guai chi gli garantisce quei pochi soldi che gli servono per vivere

ed il datore di lavoro accetterà un misurato rischio di essere scoperto in cambio di un bel risparmio