Il futuro in fuga
#41
Quello non lo metto in dubbio e non si discute Wink, ma se mi metti uno di 30 anni laureato con master alla cassa sinceramente mi sa da presa per il culo, a meno che non si tratti di coprire un buco o per una necessità immediata.
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#42
Bisogna sfornare quello che serve dall'università non quantità di gente che non potrà mai essere assorbita.
Meno avvocati e insegnanti è più gente a raccogliere pomodori o a fare i manovali cari signori.
La questione è tutta qui l'Italia non vive di soli Avvocati, Dottori e Insegnanti ci vuole la manovalanza, ma qui no tutti vogliono fare la bella vita e gran denari.
Quindi concordo con knightofstjohn, ci si rimbocca le maniche e non si aspetta il posto statale da ricrcatore se i posti sono occupati tutti.
Quelli in più fanno bene ad andare a lavorare dove la loro qualifica è richiesta.
O dobbiamo fare assistenzialismo proprio a tutti.
E quando saremo tutti assistiti a chi lo faremo pagare il conto?
Agli extracomunitari?
Chi si aspetta l'aiuto dello stato starà ben fresco visto che lo stato è agonizzante.
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#43
Jacky Ha scritto:Quello non lo metto in dubbio e non si discute Wink, ma se mi metti uno di 30 anni laureato con master alla cassa sinceramente mi sa da presa per il culo, a meno che non si tratti di coprire un buco o per una necessità immediata.

Al tempo di oggi non e' una presa di ciulo ahimè.....


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#44
*diego* Ha scritto:Al tempo di oggi non e' una presa di ciulo ahimè.....


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Appunto che io spingo per l'estero per quello Smile
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#45
Jacky Ha scritto:E ci mancherebbe altro visto che a quasi 30 anni con 15 anni di studi superiori, universitari, specialistici e master ben che vada ti danno quello che prende un mozzo di 16 anni che fa il C.F.P. per 6 mesi e poi aria :neutral_rolleyes:
Allora è l'istruzione che è sbagliata, perchè se a 30 anni uno deve pure fare il lecca lettere vuol dire che c'è qualcosa che non quadra.
Io vedo quasi tutti i mie conoscenti infermieri che hanno iniziato a passarsela decentemente da subito, ben diverso da chi ha conseguito titoli scientifici e affini.
E non sto parlando di lauree in lettere antiche o in beni culturali.
Il problema è l'esubero, ormai si trovano più tecnici laureati che braccianti agricoli.

diciamo la verità così come sta:
si inizia a 26-27 anni con partita iva a 500-600 euro al mese, quando ti va bene.
altrimenti, inizi come stagista retribuito (e pare che ti facciano il più bel regalo del mondo), e sempre per un lavoro che il più delle volte non ti soddisfa e/o non è aderente col tuo percorso di studi, ma uno ha anche bisogno di lavorare, mica può guardare il cielo in attesa che gli arrivi sopra il suo lavoro perfetto.
con partita iva, almeno per quanto riguarda gli ingegneri, con quei soldi devi pagarti ovviamente tutto quello che concerne l'andare a lavoro (benzina, autostrada se necessario, pranzo fuori, eventuali uscite PER LAVORO, assicurazione auto, bollo auto, manutenzione auto), stare in ufficio 10-12 ore al giorno ed inebetirti la faccia con un sorriso di soddisfazione quasi che fosse la miglior cosa del mondo (==> mangiarti dei bei paninozzi con la m.erda)
sempre all'interno di quei 500-600 euro al mese, come ingegnere con p.iva, devi pagarti:
- commercialista
- contributi previdenziali (che non sono 50 euro all'anno, vanno via 3 stipendi da 600 euro e giusto perché sei giovane professionista e puoi pagare una tariffa più bassa)
- iscrizione all'ordine (120euro, non tanto ma è 1/5 di quel che prendi).

inoltre devi esprimere fedeltà al tuo datore di lavoro. il che significa che quand'anche tu possa trovare altri lavoretti per arrotondare (dopo 10-12 ore al giorno Big Grin) devi anche non farti beccare o chiederne il permesso al tuo datore di lavoro. (anche perché per lavorare come ingegnere professionista, se fai dei progetti, mica puoi usare programmi di calcolo tarocchi o crackati, devi avere quelli acquistati, ma non costano mica 100 euro).

ricordo che non si ha, in questo modo, tfr, tredicesima, tutela lavorativa, ferie.

e, ripeto, nel frattempo hai 25-27 anni, vorresti andar via di casa ma non puoi perchè l'unica dimora che potresti permetterti è dormire in ufficio oppure uno scatolone.

se non avessi avuto alle spalle una famiglia agiata che mi ha sostenuto in quei momenti, e che mi ha dato una casa di proprietà, oggi sarei ancora a casa dei miei in mezzo ai maroni.
come alcuni miei colleghi, che non hanno la mia fortuna.

e in mezzo a questo letame vedo commesse di bottega che a 20anni si lamentano perché 1200 euro NETTI al mese "ccnl" non gli basta, segretarie part time a 900 euro con buono pasto, e allora si che mi viene da rispondere col lanciafiamme.

parola di chi in ufficio si porta il pranzo da casa e si fa 2 ore al giorno di strada statale invece che autostrada per evitare di accrescere le spese, nonostante negli ultimi 4 anni, dai magri inizi, le cose personalmente siano migliorate e non di poco, rispetto alle condizioni iniziali.
altro che gavetta.


aggiungo, ho dimenticato la parte più esilarante.
quando 12 anni fa, uscito con la maturità scientifica a 19 anni, ho iniziato a lavorare "da diplomato", prendevo 1.800.000, diconsi unmilioneottocentomilalire, NETTI al mese.
questo fino al 2002, quando ho inizato l'università.
nel 2007, finita l'università, ho iniziato a lavorare prendendo MENO di quella cifra (cioè meno di 900 euro al mese) il tutto 5 anni DOPO!!!
e per prendere qualcosa di simile ho dovuto aspettare altri 2 anni alle condizioni di cui sopra.
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#46
T. Loris Ha scritto:Bisogna sfornare quello che serve dall'università non quantità di gente che non potrà mai essere assorbita.
Meno avvocati e insegnanti è più gente a raccogliere pomodori o a fare i manovali cari signori.
La questione è tutta qui l'Italia non vive di soli Avvocati, Dottori e Insegnanti ci vuole la manovalanza, ma qui no tutti vogliono fare la bella vita e gran denari.
Quindi concordo con knightofstjohn, ci si rimbocca le maniche e non si aspetta il posto statale da ricrcatore se i posti sono occupati tutti.
Quelli in più fanno bene ad andare a lavorare dove la loro qualifica è richiesta.
O dobbiamo fare assistenzialismo proprio a tutti.
E quando saremo tutti assistiti a chi lo faremo pagare il conto?
Agli extracomunitari?
Chi si aspetta l'aiuto dello stato starà ben fresco visto che lo stato è agonizzante.
Quotone.
L'università la scelsi non per passione, ma per sbocco, che poi non la abbia finita ha a che fare con mix di varie ragioni, colpe e responsabilità.
Ma inutile studiare sociologia e piangere che non lavori, ti sta solo che bene, lo sapevi.
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#47
Allora volete dirmi che quegli stati che investono sui nostri giovani, quelli che hanno scelto di studiare anziche' fare i braccianti, sono pazzi?

Mi rifiuto di crederlo, mi spiace.

La realta' semmai e' un'altra, non c'e' la volonta' di cambiare, troppi gli interessi da difendere, troppe lobby e caste.
simone72
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#48
No no piano....continuare a studiare in senso assoluto non e' mai sbagliato!una persona meno e' ignorante (non nel senso dispregiativo ma nel vero senso della parola) e meno si farà mettere i piedi in testa dal prossimo....la cultura e' importantissima!ma la questione e' che oggi il mercato del lavoro non riesce ad offrire lavoro per tutti....da me ogni anno si laureano una marea di gente come ingegneri civili, ma il lavoro nel senso di commissioni e' veramente poco


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#49
L'Italia e' maglia nera in Europa per quanto riguarda i laureati.

Media Europea: 30%

Media Italiana: 19%

Media Francese, lasciamo stare i paesi nordici: 40%

Noi siamo ai livelli di Slovacchia e Romania.
simone72
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#50
[COLOR="purple"]e invece penso che si dovrebbe dar l'occasione a tutti di continuare gli studi, le nostre Facoltà sono inaccessibili, a numero chiuso.

La cultura e lo studio soprattutto all'età giusta sono tutto e condizionano poi la vita futura, oggi la maggiorparte di noi non ha bisogno di andare a lavorare a 18 anni dopo il diploma, la nostra economia sta sempre più terzializzando come è giusto che sia (visto che non ci vogliamo più sporcare le manine) e quindi ciò di cui abbiamo bisogno veramente è del raddoppio dell'offerta di studio post diploma.

Magari poi si può fare in modo che le università stesse creino opportunità ai propri iscritti come avviene già in tutto il mondo[/COLOR]

“VOGLIO LA F.......15 Tongue
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