Genere: Uomo
Luogo: Emilia-Romagna
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Un paio di settimane fa vidi un interessante servizio all'interno del programma "Presa Diretta", dal titolo "Generazione sfruttata", l'ennesimo servizio sulla precarizzazione del lavoro giovanile, il co.co.pro, le partite IVa, ecc...... con una buona parte del servizio che invece metteva a confronto la Spagna (non America)
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portal...b62f6.html
La cosa che piu' mi colpi' nel servizio fu l'intervista a Claudia Cucchiarato, autrice del libro "Vivo altrove" che dava dati impressionati sulla fuga di giovani dall'Italia: 60.000 all'anno!
Un esercito.
http://www.vivoaltrove.it/2011/01/03/un-...ulla-fuga/
Ieri sera alle Iene su Italia 1 il bravo Lucci ha riproposto un servizio sullo stesso tema, presentando la storia di un giovane laureato al Politecnico di Torino che non trovando apprezzamento per le sue idee in Italia e' andato negli States, in 5 anni ha fondato un'azienda che da lavoro ad altri 30 ragazzi, molti dei quali chiamati dall'Italia, e di recente e' stato acquisito per qualche milione di dollari da una multinazionale; la sua storia l'avevo letta sulle pagine di Wired un paio di mesi fa.
http://www.video.mediaset.it/video/iene/...-fuga.html
50/60.000 under 40 se ne vanno ogni anni dall'Italia. La maggior parte sono giovani laureati che se ne vanno all'estero perche' in Italia non conta COSA conosci, ma CHI conosci.
Molti di loro creano innovazione e sviluppo (=ricchezza) nei paesi dove emigrano, l'Italia fa scappare (eufemismo, in pratica li caccia proprio via grazie alle politiche degli ultimi anni!) coloro che possono garantire un futuro (=lavoro) a questo paese per importare manovalanza staniera.
Come potra' questa classe politica, o anche la prossima, garantire un futuro ai nostri giovani?
Chi ci salvera' dal baratro?
Altra considerazione.
Lo stato investe per la formazione di ogni individuo, tra scuole primarie, secondarie e universita', piu' di qualche milione di euro l'anno, ognuno di noi pesa ed ha pesato sulle casse dello stato parecchi euri durante il periodo degli studi. Possiamo dire che, seppur poco, lo stato investe sulla nostra formazione, ma se alla fine del percorso di studi, i giovani vanno a far fruttare questo investimento all'estero, se vanno ad alzare il PIL di altri stati, cosa rimane alla povera Italia????
simone72
A mio parere come ci sono tanti giovani che seppur abbiano studiato molto e bene non vengono apprezzati, ce ne sono tanti che credono che passare quanche anno sui banchi sia automatico un impiego ben remunerato (cosa che sembrerebbe anche giusta visto il tempo impiegato).
Il problema è che ne vengono sfornati troppi, specialmente negli ultimi anni in campi assolutamente privi di sbocchi professionali qua in Italia.
Anche perchè la laurea non è che il punto di partenza, ma si è stati abituati a considerarlo un punto d'arrivo e quando ce se ne accorge è troppo tardi.
Io ed altri due amici siamo da circa un anno impegnati (dopo anni di sfruttamento come apprendisti/stagisti) nel mondo del lavoro con un piccolo studio di sviluppo software e web.
Stiamo valutando molto attentamente di emigrare all'estero (o Austria o Slovenia) dove le condizioni economiche per i piccoli imprenditori sono NETTAMENTE più vantaggiose (in Slovenia si parla di una pressione fiscale del 20-25% contro il 47-48% di quella Italiana), ma sopratutto li c'è movimento di denaro.
Non è come qui in Italia che un buon 30% dei lavori che fai non vengono pagati e tocca spedire le lettere dall'avvocato per avere i soldi.
Jacky Ha scritto:A mio parere come ci sono tanti giovani che seppur abbiano studiato molto e bene non vengono apprezzati, ce ne sono tanti che credono che passare quanche anno sui banchi sia automatico un impiego ben remunerato (cosa che sembrerebbe anche giusta visto il tempo impiegato).
Il problema è che ne vengono sfornati troppi, specialmente negli ultimi anni in campi assolutamente privi di sbocchi professionali qua in Italia.
Anche perchè la laurea non è che il punto di partenza, ma si è stati abituati a considerarlo un punto d'arrivo e quando ce se ne accorge è troppo tardi.
Partendo dall'interessante e condivisibile post di Simone mi permetto di quotare con estrema convinzione quello di Jacky.
E' vero che i cervelli fuggono, ma è altrettanto vero che oggigiorno si mandano i figli all'università "di default" nella speranza "che le cose cambino e si aprano degli spiragli".
Sapendo già che 1 le cose se cambiano cambiano solo in peggio e 2 spiragli per il laureati non se ne aprono.
Premesso che quando sarà il momento se mia figlia desidererà andare all'Università la manderò direttamente all'estero per seguirne i corsi (e mancando 15 anni c'è caso che prenda su moglie/armi/bagagli e la segua per vivere nella città dove c'è il suo Campus) oggi come oggi vedo un esercito di artigiani letteralmente disperati perchè son sommersi di lavoro, non hanno aiuti e nemmeno apprendisti.
Alla faccia del fatto che non c'è lavoro in Italia, non c'è lavoro impiegatizio d'ufficio con contratto a tempo indeterminato ed inquadramento "Irpef" (e mai più ci sarà se proprio devo dirla tutta) ma di lavoro ce n'è eccome (vedi sopra).
Se io oggi avessi la maturità superiore in tasca non ci penserei due volte ad andare a farmi il mio bravo apprendistato presso un artigiano desideroso di passare le sue conoscenze a qualcuno che lo aiuti anzichè iscrivermi all'università così, alla "spera in Dio".
Poco serve avere la targhetta con scritto "Dottore" se poi non hai i soldi per la carta igienica.
E se lo dico io che ho sia Laurea che Master potete credermi, avessi oggi 18 anni farei scelte molto diverse da quelle di 22 anni fa.
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
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Andras, ma perche' un giovane deve trovare all'estero soddisfazione per cio' che ha studiato e se vuole stare in Italia deve invece fare il manovale?
Perche' gli altri paesi ti danno un futuro e qui invece te lo negano?
In Spagna, per citare un esempio del servizio, il lavoro a tempo indefinito (come lo chiamano loro) esiste ancora, qui da noi invece ci dicono che per essere competitivi dobbiamo rinunciare alla stabilita', dobbiamo essere flessibili (=precari). Ma sappiamo che l'incertezza porta a non consumare (comprare una casa ad esempio) e non consumare equivale a stagnazione e posti di lavoro che ulteriormente se ne vanno in fumo.
Ragazzi mica tutti hanno la possibilita' di andare all'estero, e poi mica c'e' posto per tutti noi all'estero!
simone72
El Nino Ha scritto:Io ed altri due amici siamo da circa un anno impegnati (dopo anni di sfruttamento come apprendisti/stagisti) nel mondo del lavoro con un piccolo studio di sviluppo software e web.
Stiamo valutando molto attentamente di emigrare all'estero (o Austria o Slovenia) dove le condizioni economiche per i piccoli imprenditori sono NETTAMENTE più vantaggiose (in Slovenia si parla di una pressione fiscale del 20-25% contro il 47-48% di quella Italiana), ma sopratutto li c'è movimento di denaro.
Non è come qui in Italia che un buon 30% dei lavori che fai non vengono pagati e tocca spedire le lettere dall'avvocato per avere i soldi.
Interessatevi anche alla Romania. Lo so che è più lontana ma la tassazione là non raggiunge nemmeno il 20%
simone72 Ha scritto:Andras, ma perche' un giovane deve trovare all'estero soddisfazione per cio' che ha studiato e se vuole stare in Italia deve invece fare il manovale?
Perche' gli altri paesi ti danno un futuro e qui invece te lo negano?
In Spagna, per citare un esempio del servizio, il lavoro a tempo indefinito (come lo chiamano loro) esiste ancora, qui da noi invece ci dicono che per essere competitivi dobbiamo rinunciare alla stabilita', dobbiamo essere flessibili (=precari). Ma sappiamo che l'incertezza porta a non consumare (comprare una casa ad esempio) e non consumare equivale a stagnazione e posti di lavoro che ulteriormente se ne vanno in fumo.
Ragazzi mica tutti hanno la possibilita' di andare all'estero, e poi mica c'e' posto per tutti noi all'estero!
Simone, voto M5S come te e lo sai.
Ma nella vita non importa cosa pensi di meritarti, importa cosa ti prendi.
E qui da noi non ci sono le possibilità oggettive di prenderti quelle soddisfazioni delle quali parli.
Senza contare che sono cicli, fai fuggire i cervelli per un paio di decenni e la loro domanda, attualmente ai minimi storici di sempre per quanto concerne i neolaureati, tornerà a crescere.
Quello che non sopporto è l'atteggiamento di chi sa perfettamente che non c'è trippa per gatti ma si ostina a mandare i figli all'Università in Italia alla "spera in Dio".
Per come la vedo io se "speri in Dio" Dio è quello che si guarda bene dall'ascoltare le tue preghiere, se invece dai un colpo al cerchio ed uno alla botte c'è invece caso faccia altrimenti.
Poi vabbè, parli di manovali. Io avessi 18 anni e la possibilità di fare l'artigiano (per inciso, lì c'è da usare tanto le mani quanto la testa, non è proprio come essere in catena di montaggio tant'è che il valore aggiunto ovvero il reddito prodotto dal lavoro artigianale è altissimo) non ci penserei due volte.
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Io personalmente ho fatto 2 errori immondi in 28 anni, il primo è quello di non aver interrotto gli studi dopo il diploma, il secondo di aver "ripiegato" stando in azienda di famiglia invece di emigrare all'estero.
Alla luce dei fatti non ci penserei 2 volte a fare il mio lavoro artigianale all'estero, figuriamoci di usare la laurea, ma subito vado.
Come se a stare in Italia (al di là della pressione fiscale e la mancanza di lavoro) si stesse così bene.
Sempre per citare Presa Diretta mi è piaciuto quel tedesco di origine italiana quando ha detto " mi manca l' Italia solo per la cucina e per le vacanze"
Quoto sia jacky che andras....inoltre mi ha fatto incavolare nero anche il servizio di ieri sera riguardante il lavoro dei parlamentari........[SIZE="6"]DUE ORE E MEZZA A SETTIMANA DI MEDIA[/SIZE]!!!!CHE VERGOGNA!........
Jacky Ha scritto:Io personalmente ho fatto 2 errori immondi in 28 anni, il primo è quello di non aver interrotto gli studi dopo il diploma, il secondo di aver "ripiegato" stando in azienda di famiglia invece di addentrarmi all'estero.
Alla luce dei fatti non ci penserei 2 volte a fare il mio lavoro artigianale all'estero, figuriamoci di usare la laurea, ma subito vado.
Come se a stare in Italia (al di là della pressione fiscale e la mancanza di lavoro) si stesse così bene.
Sempre per citare Presa Diretta mi è piaciuto quel tedesco di origine italiana quando ha detto " mi manca l' Italia solo per la cucina e per le vacanze"
Quoto di nuovo, non potrei fare altrimenti.
Ho 12 anni più di Jacky quindi ho afferrato per la coda uno degli ultimi treni "Irpef" a tempo indeterminato (benchè ovviamente da 3 anni a questa parte si "balla" come nemmeno col mare forza 9) ed in ogni caso sarei sciocco a considerare il mio posto di lavoro come "fisso" di questi tempi, sono un commerciale quindi sono valutato (e valuto i collaboratori) sulla base dei risultati quindi se quando il mondo girava nel verso giusto di notte dormivo comunque con un occhio chiuso ed uno no ora che il mondo si è fermato li tengo aperti entrambi.
Simone: certo che se uno vuole andare all'estero a fare la vita del fighetto che i genitori gli consentirebbero facendo l'università in Italia merita di trovarsi a fine università in mezzo ad una strada con possibilmente i suoi genitori che gli dicono di arrangiarsi. Se emigri ti adatti, è il prezzo che paghi per poter fruire di opportunità che ormai non possono più esserci qui da noi in Italia.
Te lo dissi su FB quella sera di inizio anno coi ricercatori precari ad AnnoZero che manifestavano in piazza: se uno ha il cervello da ricercatore ed il suo sogno è un posto fisso a 40 anni da 2000/mese anzichè a 20.000$/mese a Berkeley merita di stare in mezzo ad una strada, perchè non è poi così intelligente a barattare il proprio futuro per aver vicino la sottana di mammà e potersi fare l'ape sotto casa ogni sera.
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Andras, Jacky, Diego, voi siete fortunati*, Andras un po' meno, ma almeno hai 15 anni davanti. Noi dobbiamo decidere nei prossimi 2 mesi cosa fara' nostra figlia. Entro fine anno decidere se farle proseguire gli studi all'universita' o iniziare a lavorare cercando un lavoro. E' evidente che all'estero non ci possiamo andare.
* fortunati perche' siete autosufficienti, perche' il vostro lavoro e le vostre scelte ricadono su di voi, non avete la responsabilita' al momento di decidere sul futuro di altri.
simone72
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