..e se un giorno ci svegliassimo senza l'euro?
#1
E' da qualche tempo che mi pongo questa domanda,cosa succederebbe all'italia se un giorno si decidesse di uscire dall'euro,non dico dalla CEE il mercato unico che trovo un'ottima cosa ,l'euro invece per come è stato gestito lo vedo mooolto meno vantaggioso.
E' di stasera la notizia che S&P ha abbassato il rating di francia,italia ,spagna etc ora mi chiedo se tornassimo alla lira che conseguenze avremmo sulla nostra economia?
Secondo voi ripartirebbero le esportazioni,magari spinte da una moneta meno forte del dollaro?oppure la notevole competitività dell'industria cinese la rende ormai inarrivabile?
Sarebbe forse un modo per far ripartire il nostro paese?tempo fa seguivo una trasmissione economica dove si parlava anche dell'argentina ,questo stato dopo la crisi dei famosi bond ,aveva infatti deciso di non garantire più il rapporto 1:1 tra pesos argenini e dollari americani,ottenendo come risultato che l'economia argentina oggi cresce del 9%......
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#2
Peggioreremo ulteriormente... Avremmo una moneta debole, non in grado di competere con le monete del resto dell'europa, quindi nei cambi saremmo svantaggiati... Inoltre, anche dentro i confini, i prezzi aumenterebbero... Infatti gli stipendi verrebbero convertiti fedelmente, quindi 1000 euro diventerebbero 2 milioni di lire scarsi... Ma le spese non sarebbero altrettanto fedeli nelle conversioni, come non lo sono state nel passaggio all'euro. Il nostro problema è stato uno stipendio sempre uguale, convertito perfettamente lira-euro, ed i costi dei beni acquistati che invece sono raddoppiati, 1000 lire 1 euro... Se ritorniamo alla lira, 1 euro sarebbero 2000 lire, mica 1936.27, quindi altro aumento... E poi 2500, perchè le 500 lire in più (gli attuali 25 centesimi) non li noterebbe nessuno, così come nessuno ora nota il valore di quella insignificante moneta bicolore da 2 euro, che con la lira ti consentiva di mangiare una pizza margherita, ed ora invece ci paghi forse l'acqua in pizzeria :neutral_doh:
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#3
si però dani magari ci sarebbe una maggiore consapevolezza di quanto si spende...certo è che con monti-merdx è uno scenario presso chè fantascientifico
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#4
Molti italiani ultimamente si svegliano senza un euro! Smile Mrgreen

Ma analizzando la situazione accadrebbe che:

1) Quasi tutti gli economisti interpellati e molte banche concordano che in caso di ritorno alla lira la nuova moneta sarà svalutata del 30/60 %. Questo comporta che la banca centrale stamperà tante banconote mentre redditi fissi, stipendi, pensioni rimarranno fermi al livello attuale. Se la moneta si chiamerà ancora lira chi percepisce uno stipendio di 1300 € percepirà 1300 lire nuove.

2) Se lo stato svaluterà del 60% la nuova moneta manterrà costante la propria ricchezza rispetto al resto del mondo a danno della ricchezza dei suoi cittadini, sia quella monetaria che il lavoro. Lo Stato non farà altro che aumentare del 150% la moneta in circolazione in modo tale che chi prima aveva, ad esempio, l’1% della massa monetaria nazionale, dopo la svalutazione possiederà solo lo 0.4% della massa monetaria nazionale.

3) Gli acquisti dall’estero ci costeranno più cari dello stesso 150% di cui è aumentata la quantità di moneta in circolazione, perché chi vende vorrà guadagnare le stesse somme di denaro. Per esempio la benzina passerà da 1.5 € al litro a 1.5 lire al litro e dopo la svalutazione del 60% passerà a 3.75 lire al litro mentre – ovviamente – stipendi, pensioni e tutti i redditi fissi saranno sempre gli stessi. Per fare un altro esempio se adesso si spendono 2000 € all’anno per il riscaldamento, dopo la svalutazione si spenderanno 5000 lire all’anno con lo stipendio o la pensione che rimane fermo, che so, alle 1300 lire che dicevo prima. L’energia prodotta con gas e carbone importato aumenterà del 150%. Se ora costasse 1000 € all’anno, dopo la svalutazione costerebbe 2500 lire all’anno.

4) Il lato opposto della medaglia è che diventeremmo un paese molto appetibile per chi acquistasse prodotti italiani: auto, abbigliamento, turismo e questo potrebbe far ripartire l’industria e la produzione di beni e servizi. Chi potrà aumentare i prezzi lo farà, chi ha un reddito fisso diventerà più povero. Chi aumenterà i prezzi sarà sottoposto alla pressione dei nuovi poveri che non potranno comprare quello che compravano prima e la stabilità sociale fatta di equilibri già compromessi potrebbe esplodere in manifestazioni di piazza e tumulti. Cose già viste negli anni passati in Argentina e più recentemente in Grecia. La banca UBS ha valutato lo scenario di un default dei paesi a debole economia come l’Italia, con svalutazione del 60%, sulla base delle esperienza precedenti quali ad esempio l’Argentina. UBS ha calcolato che il costo pro capite medio di un default potrebbe essere di 9500/11500 € per il primo anno per poi ridursi a 3000/4000 € negli anni seguenti. A conti fatti una famiglia media composta da 3 persone perderebbe tra i 9 mila e i 12 mila euro all’anno.

5) Mentre lo Stato, stampando più banconote, avrà più soldi per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni che rimarranno costanti, avrà realizzato una reale diminuzione della spesa pubblica a scapito dei redditi fissi che saranno tagliati del 60% rispetto a molti beni.

6) Una ulteriore conseguenza potrebbe essere che più nessun produttore di materie prime fondamentali come il petrolio potrebbe volercele vendere, vedendo in noi un paese fallito. I paesi, come le aziende, che falliscono sono considerati cattivi pagatori da mettere nelle “black list”

7) Un aspetto positivo potrebbe essere, negli anni a venire, un graduale assorbimento della grande massa di giovani disoccupati nelle industrie che riprenderebbero fiato grazie alle esportazioni.
LA BMW E' UN FINE, NON UN MEZZO!
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#5
io è da un po' che mi sveglio senza euri....basta farci l'abitudine
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#6
Saremmo ulteriormente rovinati a meno che non ci chiudessimo di burtto al nostro interno "bloccando" import e vivendo con quello che abbiamo.
Uno stato completamente autonomo insomma.

Peccato che ci mancano molte materie prime senno' in effetti potremmo arrangiarci e vendere a peso d'oro i nostri prodotti.
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#7
Franzzz Ha scritto:Saremmo ulteriormente rovinati a meno che non ci chiudessimo di burtto al nostro interno "bloccando" import e vivendo con quello che abbiamo.
Uno stato completamente autonomo insomma.

Peccato che ci mancano molte materie prime senno' in effetti potremmo arrangiarci e vendere a peso d'oro i nostri prodotti.

ci manca anche la voglia di rinunciare a cose che vengon da fuori, anche e soprattutto alle più frivole
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#8
Cornuti e mazziati.
Ad inizio 2002 abbiamo perso il 50% del potere d'acquisto col passaggio dalla lira all'€uro, un ritorno alla lira ci costerebbe un'altro 50%.
L'€uro è stato progettato male fin dall'inizio (senza una base comune politica e fiscale era facile prevederlo) ma la sua perversione è che da esso non si scappa, pena rimedi peggiori del danno iniziale.
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
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#9
resunoiz Ha scritto:ci manca anche la voglia di rinunciare a cose che vengon da fuori, anche e soprattutto alle più frivole

vero, ma non pensare che gli industriali siano dei filantropi: il giorno che tutti segheremo il superfluo tanta produzione industriale resterà invenduta e la cosa significherà un ulteriore, pesante aumento della disoccupazione da parte di chi è coinvolto nella processo della produzione industriale stessa
quindi sì, son d'accordo che è ora di tagliar via tutte le stupidaggini inutili che compriamo/compravamo, ma non possiamo essere così naive dal pensare che sarà un processo indolore dal punto di vista macroeconomico
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
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#10
Andras Ha scritto:vero, ma non pensare che gli industriali siano dei filantropi: il giorno che tutti segheremo il superfluo tanta produzione industriale resterà invenduta e la cosa significherà un ulteriore, pesante aumento della disoccupazione da parte di chi è coinvolto nella processo della produzione industriale stessa
quindi sì, son d'accordo che è ora di tagliar via tutte le stupidaggini inutili che compriamo/compravamo, ma non possiamo essere così naive dal pensare che sarà un processo indolore dal punto di vista macroeconomico
..ma ci mancherebbe! quando però ci diciamo che la fine della crisi crisi debba passare anche da un processo di responabilizzazione, non chiediamolo solo ai politici, agli industriali quando probabilmente scoppierebbe una guerriglia di piazza solo se molti non potessero eprmettersi l'aifon Confusedad_wall:
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