La crisi del debito europeo
Andras Ha scritto:a proposito di Patrimoniale: visto che l'unico modo per tirar sù il maggior quantitativo possibile di € sarebbe accedere direttamente ai c/c secondo me c'è caso che molti rimedino alla contadina con progressivi prelievi fino ai limiti di legge per infilare i contante in cassette di sicurezza
voglio dire, l'alternativa sarebbe mandare una cartella esattoriale ad ogni contribuente ma presterebbero il fianco se non ad uno sciopero fiscale quantomeno a parecchie insolvenze, e valli poi a beccare tutti
chissà che si inventeranno
:neutral_think:
Il vero aspetto da vedere è come spazzoleranno i depositi in azioni ed obbligazioni.
Se toccano lì svuotano la borsa.
Batmobile Ha scritto:Il vero aspetto da vedere è come spazzoleranno i depositi in azioni ed obbligazioni.
Se toccano lì svuotano la borsa.

Quello che mi fa incazzare come una bestia è che ci si sta per muovere con misure drastiche solo all'ultimo momento
Quando invece si sarebbe potuti partire parecchio prima, almeno dall'inizio di questa legislatura, con sollievo enorme da parte di tutti
Non c'è niente da fare, soldi pubblici=me ne fotto di come li spendo (da parte di chi li spende)
Tanto poi sono i polli a pagare, tant'è che vengono regolarmente spennati.

Merde
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
"Caro Silvio, ma lei ci fa o ci e'?"

(Commento di Di Pietro alla Camera dopo il discorso di B.)
simone72
Andras Ha scritto:a proposito di Patrimoniale: visto che l'unico modo per tirar sù il maggior quantitativo possibile di € sarebbe accedere direttamente ai c/c secondo me c'è caso che molti rimedino alla contadina con progressivi prelievi fino ai limiti di legge per infilare i contante in cassette di sicurezza

o ancora piu "alla contadina", sotto la mattonella!
io credo che li metterò in garage sotto forma di una "nuova" vecchia BMW...Smile Mrgreen
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Ho scommesso col mio Vecchio che domani, alla luce di un intervento di B assolutamente nullo a livello programmatico e che pertanto non ci difende assolutamente dagli attacchi speculativi, Piazza Affari chiude a -2,50%
Se chiude a -2,49% ho perso la scommessa
Cappuccio e brioche, una colazione al bar
Non essendo autolesionista spero tanto di perdere la scommessa
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Andras Ha scritto:Ho scommesso col mio Vecchio che domani, alla luce di un intervento di B assolutamente nullo a livello programmatico e che pertanto non ci difende assolutamente dagli attacchi speculativi, Piazza Affari chiude a -2,50%
Se chiude a -2,49% ho perso la scommessa
Cappuccio e brioche, una colazione al bar
Non essendo autolesionista spero tanto di perdere la scommessa
I primi commenti:

Dunque la casa continua a bruciare senza che nessuno metta mano all'estintore. Dal discorso in Parlamento del presidente del Consiglio era lecito aspettarsi molto di più. La decisione di parlare solo dopo la chiusura dei mercati poteva far supporre perfino qualche clamorosa sorpresa. Invece niente. Neppure una timida ammissione, verso un Paese che arranca nel pantano della crisi bombardato da quelli che chiamano «speculatori», di aver sbagliato qualcosa. Semmai il contrario: i guai sono del mondo intero, a cominciare dai più bravi (gli Usa), l'Italia è solida, le sue banche sono solide, i conti pubblici stanno meglio di quelli altrui, il nostro sistema pensionistico è invidiato da tutti...

Sergio Rizzo sul Corriere della sera
http://www.corriere.it/editoriali/11_ago...d0c7.shtml

È famosa l'ironica frase di Bertolt Brecht secondo cui «se il comunismo non va bene per il popolo, bisogna cambiare il popolo». Ieri pomeriggio in Parlamento c'è stato un momento in cui il presidente del Consiglio è sembrato echeggiare Brecht. Ha quasi detto in sostanza: se i mercati non vanno bene per l'Italia, bisogna cambiare i mercati. Questo perché il nostro sistema è solido e affidabile; e chissà perché i mercati non se ne rendono conto.

Stefano Folli su Il sole 24 ore
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2...d=AaKyfZtD

Puoi tranquillamente far aggiungere al conto del tuo vecchio anche un succo di frutta Wink
[SIGPIC][/SIGPIC][SIZE="6"]BMW DRIVERS CLUB[/SIZE]
Il discorso di Berlusconi alle Camere:


[video=youtube;zMSAwNPEtCA]http://www.youtube.com/watch?v=zMSAwNPEtCA[/video]
[SIGPIC][/SIGPIC][SIZE="6"]BMW DRIVERS CLUB[/SIZE]
Ho avuto la possibilità di sentire B. e i vari interventi di replica:

Un misto di "già sentito" e di fantapolitica
Casini che ha proposto l'ennesima commissione composta da cani e gatti
Bersani che parlava di passi indietro e avanti, manco parlassero di quadriglia
Il capogruppo leghista che farneticava sulla necessità di dire NO a tutto e tutti
Il tutto sembrava il remake di altri discorsi

e intanto hanno detto un bel No all'eliminazione dei vitalizi
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che schifo
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on a friday Ha scritto:I primi commenti:

Dunque la casa continua a bruciare senza che nessuno metta mano all'estintore. Dal discorso in Parlamento del presidente del Consiglio era lecito aspettarsi molto di più. La decisione di parlare solo dopo la chiusura dei mercati poteva far supporre perfino qualche clamorosa sorpresa. Invece niente. Neppure una timida ammissione, verso un Paese che arranca nel pantano della crisi bombardato da quelli che chiamano «speculatori», di aver sbagliato qualcosa. Semmai il contrario: i guai sono del mondo intero, a cominciare dai più bravi (gli Usa), l'Italia è solida, le sue banche sono solide, i conti pubblici stanno meglio di quelli altrui, il nostro sistema pensionistico è invidiato da tutti...

Sergio Rizzo sul Corriere della sera
http://www.corriere.it/editoriali/11_ago...d0c7.shtml

È famosa l'ironica frase di Bertolt Brecht secondo cui «se il comunismo non va bene per il popolo, bisogna cambiare il popolo». Ieri pomeriggio in Parlamento c'è stato un momento in cui il presidente del Consiglio è sembrato echeggiare Brecht. Ha quasi detto in sostanza: se i mercati non vanno bene per l'Italia, bisogna cambiare i mercati. Questo perché il nostro sistema è solido e affidabile; e chissà perché i mercati non se ne rendono conto.

Stefano Folli su Il sole 24 ore
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2...d=AaKyfZtD

Puoi tranquillamente far aggiungere al conto del tuo vecchio anche un succo di frutta Wink

Kostya non so se vinco la scommessa col Vecchio sulla chiusura odierna (mi parlano di Piazza Affari positiva all'apertura sull'onda lunga delle chiusure in estremo Oriente) ma di sicuro senza un piano per il rilancio dell'economia e per la crescita il tonfo finale non è una questione di "se" ma una questione di "quando".
Si sa che nel momento della difficoltà viene fuori chi si è davvero, la nostra classe politica lo sta dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio.
Scommetto quel che volete che il PIL del quarto trimestre 2011 avrà un "meno" davanti, hai voglia a contenere il debito pubblico di fronte ad un'inversione di rotta del genere
>Sad
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
E' passata in negativo Wink

Vi posto, sperando di fare cosa gradita, un articolo che stamattina ho inviato ad un noto giornale nazionale.


Citazione:La decisione di Berlusconi di parlare a mercati chiusi è stata condivisibile non perché, come surrettiziamente ipotizzato dalle opposizioni, si volesse sfuggire all’esame di piazza affari, ma perché è buona prassi evitare che temi macroeconomici possano influenzare l’andamento dei corsi durante le contrattazioni.
Nella sostanza invece, nulla o poco più delle parole del premier giustifica tale prudenza. Le parole ascoltate sono un refrain di discorsi sentiti in decine di altre occasioni, istituzionali e non.
“Il governo ha tenuto in ordine i conti”, “abbiamo affrontato meglio di altri Paesi la crisi”, “l’indebitamento delle famiglie italiane è inferiore a quello dei principali Stati avanzati”, “Il governo gode di una solida e coesa maggioranza parlamentare” ecc.

Quello che dice il premier può essere sintetizzato nella canzone di Orietta Berti Fin che la barca va; rebus sic stantibus i mercati devono adeguarsi. I mercati però non si adeguano, osservano, valutano e prendono la direzione che ritengono più adeguata alle loro risultanze. Il presunto attacco della speculazione altro non è che il frutto di queste valutazioni che vedono l’Italia debole economicamente e pericolosamente ancora propensa a rimandare l’appuntamento con la risoluzione dei suoi problemi strutturali.
Nell’intento di rafforzare la strategia per tranquillizzare il Paese, il premier si è anche lasciato andare all’ennesima ingenuità. In uno dei passaggi meno felici del suo discorso ha ricordato che è imprenditore in prima linea perché proprietario di tre aziende quotate in borsa. Se come cittadino è del tutto legittimato a pensare che le valutazioni espresse dai mercati sullo stato dei conti pubblici siano frutto di malafede speculativa, come premier e responsabile delle politiche economiche ha invece il dovere di tenerne conto e di prendere gli opportuni provvedimenti. E’ ancora una volta il conflitto d’interessi a determinare la sottile ma significativa differenza fra l’essere uomo al servizio del proprio paese e l’essere imprenditore spinto solo dal suo tornaconto personale.
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