12-12-2011, 17:12
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-12-2011, 19:53 da ///M3.)
Testo bozza lettera:
Citazione:Preg.mo Sig. Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti
L’art. 16 del decreto legge 206/11, pubblicato in Gazzetta il 6 dicembre scorso, recante Disposizioni urgenti per la crescita e l’equità e il consolidamento dei conti pubblici, titola “Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei”. Al comma 1 esso introduce un’addizionale erariale pari a 20 euro per ogni kilowatt di potenza superiore a centottancinque.
Chi le scrive rappresenta migliaia di cittadini/contribuenti che a partire da gennaio 2012 saranno costretti, loro malgrado, a sentirsi possessori di auto di lusso. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di giovani al primo o secondo impiego, dipendenti e pensionati che inseguendo una passione, quella per le auto sportive, hanno impiegato poche migliaia di euro dei lo risparmi per acquistare un oggetto che oggi grazie al disposto del decreto sopra citato, non potranno più permettersi. Autovetture costate, tasse di iscrizione comprese, al più 15.000 euro (il prezzo di un’utilitaria)da domani pagheranno oltre 2200 euro di bollo, il 15% del loro valore di acquisto. Ne è l'esempio di questo una BMW M3 E46 del 2001 che da una tassa di possesso di circa 885 euro del 2010 è passata a oltre 1100 euro con il superbollo Tremonti ad oltre 2200 euro circa quattro volte il bollo del 2006 (650 euro; prima della tassazione maggiorata per le vetture eccedenti i 100kW e non Euro4 introdotta dal governo Prodi).
Un altro esempio abbastanza esplicativi che mi permetto di proporLe sono quelli ad esempio di una Ford Mustang (vettura che in USA non supera i 25000 dollari). C'è chi per circa 22000 euro (il prezzo di una berlina di medie dimensioni come una Ford Focus) ne ha acquistata una usata di 5 anni importandola dagli USA e ora si trova un a pagare un bollo di oltre 1520 euro.
Mi permetto di portarLe a conoscenza un'altra testimonianza quella di una ragazzo possessore di una M5 E39 del 1999, anch'essa comprata usata pochi anni fa, questa vettura valeva sul mercato dell'usato circa 7000 euro (meno del prezzo della più economica delle city car come una Chevrolet Spark) e con il gennaio 2012 si troverà a far fronte a un bollo auto di circa 3300 euro, pari a quasi il 50 % del valore di mercato pre manovra.
Molte di queste persone penseranno di liberarsi del bene per la impossibilità di sopportarne i nuovi costi di gestione; a maggior danno troveranno altrettanto impossibile rivenderlo senza soffrirne l’inevitabile depauperamento di valore dovuto dal blocco del mercato. Già oggi molti concessionari rifiutano di ritirare quei mezzi o al massimo li prendono in contro vendita; quando lo fanno abbattono il costo d’acquisto in modo pesante, al punto da trattarli quali mezzi da rottamazione. Il Suo è il ministero dello Sviluppo Economico. Quale sviluppo ci può essere se la proprietà viene calpestata e i risparmi bruciati?
Viceversa esistono sul mercato autovetture dal costo di acquisto a nuovo prossimo ai centomila euro che non incorreranno nell’applicazione del nuovo superbollo.
Per esempio una Porsche Cayenne Diesel 184 kW (un SUV di grosse dimensioni) da 63000 euro, un'Audi A8 3,0 TDI 184 kW che parte di listino da 79000 euro, una Porsche Panamera Diesel da 184 kW con prezzo superiore agli 83000 euro e una Mercedes S250 CDI 150 kw da 76000 euro risultano invece esenti dal superbollo. Non sono forse queste davvero vetture di lusso?
L’art. 53 della nostra Costituzione sancisce il principio secondo il quale tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e inoltre che il sistema tributario è informato a criteri di progressività. E’ evidente come nel disposto del decreto d’urgenza del 6 dicembre questi principi siano stati lesi. E’ altresì palese che il criterio adottato per l’identificazione delle auto di lusso non può essere basato esclusivamente sulla potenza espressa perché non indice di capacità contributiva.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il giorno del suo insediamento, ha indicato i principi ispiratori dell’azione di governo in questa fase di difficile congiuntura economica internazionale. Essi sono il rigore dei conti pubblici, la crescita e l’equità. E’ in ragione di quest’ultimo sacrosanto principio che Le chiediamo di rivedere il comma 1 dell’art. 16 del “decreto salva Italia”, lavorando magari a misure che, fatti salvi i saldi della manovra, rimodulino i criteri di tassazione tenendo in giusto conto l’effettivo indicatore di reddito, ovvero il prezzo d’acquisto, e non solo il generico e fuorviante parametro della potenza espressa.
Mi permetto di suggerirLe, come alternativa ai provvedimenti attualmente presi, di valutare una tassazione per tutti incrementata di 0,5 €/kW oltre la tariffazione precedentemente vigente senza introduzione di un superbollo ulteriore. Tutto ciò nell’attesa di una più equa imposta patrimoniale sul valore delle autovetture (anzichè tassa di possesso basata su un parametro incomprensibile). A tale proposito, facilmente attuabile, mi permetto di proporLe il metodo con cui vengano già oggi computate le vetture in tribunale, cioè usando come riferimento i listini quattroruote o la media tra i 2 eurotax. Sarebbe quindi auspicabile che la tassa si riferisca a tali valori, con una richiesta di esborso pari ad una percentuale degli stessi, con una esenzione totale al raggiungimento dei 15 anni, età entro la quale una vettura ha reso già pienamente servizio.
Firmato
Un Appassionato di auto che sarà costretto a rinunciare alla propria passione


con i prioncipali modelli con "lusso o non lusso?" e tasse che devono pagare