10-01-2012, 10:26
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14-01-2012, 17:30 da resunoiz.)
"torno" dopo un lungo periodo di assenza, sebbene non ancora a pieno regime.
e vi pongo un interrogativo. Lo spunto mi è venuto dal recente fatto di cronaca che, sebbene marginalmente, ha colpito anche me: la morte del ragazzo scomaprso a Pescara il 14 dicembre.
Ora, la satira è uno dei mezzi piu potenti ed efficaci credo esista per divulgare le notizie efficacemente, dire la propria opinione senza restare barboso o annoiare, colpire quanto più direttamente ed efficacemente il lettore per sensibilizzarlo. Ma ho sempre reputato e reputo debba avere un fine propedeutico e didattico. Ossia non essere fine a sè stesso o non avere altro fine se non per se stesso. Ossia: a che serve alzare i toni, se non per sostenere qualcosa, comunicare qualcosa? Perchè ridurlo ad esercizio barocco di battute?
Tra i vari gruppi più o meno deliranti su fb sull' argomento (la scommessa se fosse stato ucciso dalla madre o dalla sorella per citarne uno), ultimamente sono incappato nel forum di un blog di satira che ho spesso seguito, perchè acuto e intelligente nel suo approcciarsi alle vicende sociali, politiche, economiche. Una protesta sociale forte quanto composta.
Non capisco però come si possa ironizzare sulla morte di un ragazzo. Capirei (e a ragione) se si parlasse dei colpevoli (se e quando si troveranno) di questa brutta storia, perchè la satira sarebbe su una azione riprovevole. Ma ironizzare sul cognome, sulle circostanze della morte, trovo la cosa adatta solo a gente che si nasconde dietro a un nickname e forte della consapevolezza che la polizia postale tutto ha voglia meno che di scovare chi si trova dietro a un nick, e resterà impunita la cosa. Tralaltro molti "estranei" che si son iscritti al forum augurando paralisi e tumori agli spinoziani (a torto, preciso..non è quella l'arma giusta) non fanno che rafforzare i "colti ironizzatori" a ritenersi illuminati e immuni da critiche.
Non si rendono conto a mio avviso che non ironizzano su qualcuno che ha una "colpa" o su gente presa dalla pietas mediatica (che domani magari si scorderà-e a ragione- del fatto), bensi su una tragedia familiare.
Il confine che ribadisco spesso qui tra libertà di espressione e modi di esprimersi, nonchè di rispetto altrui.
Ditemi la vostra, se esagero io perchè la vedo "vicina" e ho rpeso un granchio, o se c'è un confine da non valicare. Magari può servire anche a noi qui.
Non metto il link per non dare ulteriore visibilità a sto covo di illuminati, ma trovarlo non è difficile se volete capire dic he parlo.
e vi pongo un interrogativo. Lo spunto mi è venuto dal recente fatto di cronaca che, sebbene marginalmente, ha colpito anche me: la morte del ragazzo scomaprso a Pescara il 14 dicembre.
Ora, la satira è uno dei mezzi piu potenti ed efficaci credo esista per divulgare le notizie efficacemente, dire la propria opinione senza restare barboso o annoiare, colpire quanto più direttamente ed efficacemente il lettore per sensibilizzarlo. Ma ho sempre reputato e reputo debba avere un fine propedeutico e didattico. Ossia non essere fine a sè stesso o non avere altro fine se non per se stesso. Ossia: a che serve alzare i toni, se non per sostenere qualcosa, comunicare qualcosa? Perchè ridurlo ad esercizio barocco di battute?
Tra i vari gruppi più o meno deliranti su fb sull' argomento (la scommessa se fosse stato ucciso dalla madre o dalla sorella per citarne uno), ultimamente sono incappato nel forum di un blog di satira che ho spesso seguito, perchè acuto e intelligente nel suo approcciarsi alle vicende sociali, politiche, economiche. Una protesta sociale forte quanto composta.
Non capisco però come si possa ironizzare sulla morte di un ragazzo. Capirei (e a ragione) se si parlasse dei colpevoli (se e quando si troveranno) di questa brutta storia, perchè la satira sarebbe su una azione riprovevole. Ma ironizzare sul cognome, sulle circostanze della morte, trovo la cosa adatta solo a gente che si nasconde dietro a un nickname e forte della consapevolezza che la polizia postale tutto ha voglia meno che di scovare chi si trova dietro a un nick, e resterà impunita la cosa. Tralaltro molti "estranei" che si son iscritti al forum augurando paralisi e tumori agli spinoziani (a torto, preciso..non è quella l'arma giusta) non fanno che rafforzare i "colti ironizzatori" a ritenersi illuminati e immuni da critiche.
Non si rendono conto a mio avviso che non ironizzano su qualcuno che ha una "colpa" o su gente presa dalla pietas mediatica (che domani magari si scorderà-e a ragione- del fatto), bensi su una tragedia familiare.
Il confine che ribadisco spesso qui tra libertà di espressione e modi di esprimersi, nonchè di rispetto altrui.
Ditemi la vostra, se esagero io perchè la vedo "vicina" e ho rpeso un granchio, o se c'è un confine da non valicare. Magari può servire anche a noi qui.
Non metto il link per non dare ulteriore visibilità a sto covo di illuminati, ma trovarlo non è difficile se volete capire dic he parlo.

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