Gli scontrini a suo tempo li avevo anche conservati devono essere da qualche parte in mezzo alla roba dell'università ,ora che mi ricordo ne avevo conservato tre uno in lire ,uno subito l'euro (conversione con arrotondamenti diciamo generosi) e uno dopo 6 mesi con valori presso che raddoppiati,questo test lo ritengo veritiero anche perché da studente la spesa era sempre quella e i soldi pure.
drifting-doctor Ha scritto:E' da qualche tempo che mi pongo questa domanda,cosa succederebbe all'italia se un giorno si decidesse di uscire dall'euro,non dico dalla CEE il mercato unico che trovo un'ottima cosa ,l'euro invece per come è stato gestito lo vedo mooolto meno vantaggioso.
E' di stasera la notizia che S&P ha abbassato il rating di francia,italia ,spagna etc ora mi chiedo se tornassimo alla lira che conseguenze avremmo sulla nostra economia?
Secondo voi ripartirebbero le esportazioni,magari spinte da una moneta meno forte del dollaro?oppure la notevole competitività dell'industria cinese la rende ormai inarrivabile?
Sarebbe forse un modo per far ripartire il nostro paese?tempo fa seguivo una trasmissione economica dove si parlava anche dell'argentina ,questo stato dopo la crisi dei famosi bond ,aveva infatti deciso di non garantire più il rapporto 1:1 tra pesos argenini e dollari americani,ottenendo come risultato che l'economia argentina oggi cresce del 9%...... Grazie Arturo
il desiderio di uscire dall'euro si sta facendo spazio sul web e fra i gruppi di discussione. L'euro è stato senza dubbio un errore per come è stato concepito, mentre non lo è stato in assoluto come idea. Basti pensare che prima dell'adesione alla moneta unica pagavamo interessi sul debito superiori a quelli che oggi conosciamo e che per quasi 7 anni abbiamo beneficiato di spread anche di soli 26 punti base.
L'uscita unilaterale dal sistema provocherebbe una svalutazione repentina e violenta della nostra valuta e, quel che è peggio, una impennata dei valori di inflazione. In una parola saremmo tutti immediatamente più poveri.
Il credit crunch si accentuerebbe con gravi ripercussioni per famiglie e imprese.
Con il tempo forse riusciremmo a risollevare le nostre esportazioni grazie alla debolezza della valuta ma è una strada che è bene non intraprendere. Infatti abbiamo già fatto esperienza di svalutazioni selvagge (pensate alla crisi petrolifera del 73) e il risultato nel breve e medio periodo è un ulteriore riscaldamento dell'inflazione importata.
L'esempio argentino non è compatibile. Loro si lanciarono in una assurda rincorsa dal dollaro che non potevano sostenere. Noi invece siamo pienamente in un sistema monetario diverso con una banca centrale europea unica. Vanno semmai uniformate all'interno di eurozona le politiche fiscali, dato che quelle monetarie si fanno a Francoforte.
E' impossibile inseguire la competitività cinese sul loro terreno. Meglio puntare, come ha fatto con successo la Germania, sui nostri punti di forza: design, tecnologia, terziario avanzato...
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on a friday Ha scritto:Grazie Arturo 
il desiderio di uscire dall'euro si sta facendo spazio sul web e fra i gruppi di discussione. L'euro è stato senza dubbio un errore per come è stato concepito, mentre non lo è stato in assoluto come idea. Basti pensare che prima dell'adesione alla moneta unica pagavamo interessi sul debito superiori a quelli che oggi conosciamo e che per quasi 7 anni abbiamo beneficiato di spread anche di soli 26 punti base.
L'uscita unilaterale dal sistema provocherebbe una svalutazione repentina e violenta della nostra valuta e, quel che è peggio, una impennata dei valori di inflazione. In una parola saremmo tutti immediatamente più poveri.
Il credit crunch si accentuerebbe con gravi ripercussioni per famiglie e imprese.
Con il tempo forse riusciremmo a risollevare le nostre esportazioni grazie alla debolezza della valuta ma è una strada che è bene non intraprendere. Infatti abbiamo già fatto esperienza di svalutazioni selvagge (pensate alla crisi petrolifera del 73) e il risultato nel breve e medio periodo è un ulteriore riscaldamento dell'inflazione importata.
L'esempio argentino non è compatibile. Loro si lanciarono in una assurda rincorsa dal dollaro che non potevano sostenere. Noi invece siamo pienamente in un sistema monetario diverso con una banca centrale europea unica. Vanno semmai uniformate all'interno di eurozona le politiche fiscali, dato che quelle monetarie si fanno a Francoforte.
E' impossibile inseguire la competitività cinese sul loro terreno. Meglio puntare, come ha fatto con successo la Germania, sui nostri punti di forza: design, tecnologia, terziario avanzato...
Sempre che qualche illuminato non voglia importare da noi la "schiavitù di fatto" che è servita ai cinesi per rendere competitive le loro produzioni sul prezzo
> 
Quoto quel che dici sul puntare su design/tecnologia/terziario avanzato sebbene per farlo serva investire pesantemente in innovazione e l'aria che tira per la maggiore in Italia oggi nel settore privato, ahimè non nel pubblico, è tagliare le spese anzichè farne di mirate
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Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Andras Ha scritto:Sempre che qualche illuminato non voglia importare da noi la "schiavitù di fatto" che è servita ai cinesi per rendere competitive le loro produzioni sul prezzo
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Quoto quel che dici sul puntare su design/tecnologia/terziario avanzato sebbene per farlo serva investire pesantemente in innovazione e l'aria che tira per la maggiore in Italia oggi nel settore privato, ahimè non nel pubblico, è tagliare le spese anzichè farne di mirate
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Anche i cinesi prima o poi dovranno mollare qualcosa
Investire si deve fare, e poiché soldi non ce ne sono e finalmente giunta l'ora di tagliare le spese...quelle improduttive, come sappiamo, sono tante.
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on a friday Ha scritto:Grazie Arturo 
il desiderio di uscire dall'euro si sta facendo spazio sul web e fra i gruppi di discussione. L'euro è stato senza dubbio un errore per come è stato concepito, mentre non lo è stato in assoluto come idea. Basti pensare che prima dell'adesione alla moneta unica pagavamo interessi sul debito superiori a quelli che oggi conosciamo e che per quasi 7 anni abbiamo beneficiato di spread anche di soli 26 punti base.
L'uscita unilaterale dal sistema provocherebbe una svalutazione repentina e violenta della nostra valuta e, quel che è peggio, una impennata dei valori di inflazione. In una parola saremmo tutti immediatamente più poveri.Il credit crunch si accentuerebbe con gravi ripercussioni per famiglie e imprese.
Con il tempo forse riusciremmo a risollevare le nostre esportazioni grazie alla debolezza della valuta ma è una strada che è bene non intraprendere. Infatti abbiamo già fatto esperienza di svalutazioni selvagge (pensate alla crisi petrolifera del 73) e il risultato nel breve e medio periodo è un ulteriore riscaldamento dell'inflazione importata.
L'esempio argentino non è compatibile. Loro si lanciarono in una assurda rincorsa dal dollaro che non potevano sostenere. Noi invece siamo pienamente in un sistema monetario diverso con una banca centrale europea unica. Vanno semmai uniformate all'interno di eurozona le politiche fiscali, dato che quelle monetarie si fanno a Francoforte.
E' impossibile inseguire la competitività cinese sul loro terreno. Meglio puntare, come ha fatto con successo la Germania, sui nostri punti di forza: design, tecnologia, terziario avanzato...
Più poveri rispetto a chi?
A chi rimane nell'euro?
Però mi pare che si è più volte sostenuto che senza Italia non esisterebbe più neanche l'euro.
Quindi tutti con le pezze al culo?
Non credo, io penso che non cambierebbe molto anzi sono convinto che staremmo molto meglio.
Con la risposta avuta della cancelliera tedesca alla richiesta di aiuto di Monti io farei saltare tutto.
Se questa vuole fare solo i comodi suoi senza capire che è seduta su una santa barbara allora fuoco alle polveri
E' andando avanti così diventiamo sicuramente più poveri e nessuno sta facendo niente.
(Al berlusca gli ridevano dietro a monti lo pigliano direttamente a sberle  )
Andras Ha scritto:Sempre che qualche illuminato non voglia importare da noi la "schiavitù di fatto" che è servita ai cinesi per rendere competitive le loro produzioni sul prezzo
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Quoto quel che dici sul puntare su design/tecnologia/terziario avanzato sebbene per farlo serva investire pesantemente in innovazione e l'aria che tira per la maggiore in Italia oggi nel settore privato, ahimè non nel pubblico, è tagliare le spese anzichè farne di mirate
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E poi se fai una cosa supertecnologica e molto figa devi solo sperare che vengano i cinesi a comprarla perchè il nostro consumo interno ormai si avvia verso il terzo mondo.
Le nostre perle tipo le maserati e le ferrari neanche i super ricchi le comprano rimanendo in italia, con 7.000 di bollo
T. Loris Ha scritto:Più poveri rispetto a chi?
A chi rimane nell'euro?
Però mi pare che si è più volte sostenuto che senza Italia non esisterebbe più neanche l'euro.
Quindi tutti con le pezze al culo?
Non credo, io penso che non cambierebbe molto anzi sono convinto che staremmo molto meglio.
Con la risposta avuta della cancelliera tedesca alla richiesta di aiuto di Monti io farei saltare tutto.
Se questa vuole fare solo i comodi suoi senza capire che è seduta su una santa barbara allora fuoco alle polveri
E' andando avanti così diventiamo sicuramente più poveri e nessuno sta facendo niente.
(Al berlusca gli ridevano dietro a monti lo pigliano direttamente a sberle )
Immagina un'inflazione al 15%. Da un giorno all'altro il potere d'acquisto, già eroso dalle tasse, sarebbe compromesso.
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Andras Ha scritto:Sempre che qualche illuminato non voglia importare da noi la "schiavitù di fatto" che è servita ai cinesi per rendere competitive le loro produzioni sul prezzo
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Quoto quel che dici sul puntare su design/tecnologia/terziario avanzato sebbene per farlo serva investire pesantemente in innovazione e l'aria che tira per la maggiore in Italia oggi nel settore privato, ahimè non nel pubblico, è tagliare le spese anzichè farne di mirate
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anche fossimo ridotti a schiavitù simil-cinese per quel che riguarda salari e ore di lavoro, non potremmo comunque competere, perché presumibilmente le normative di sicurezza sul lavoro e per la protezione ambientale rimarrebbero in vigore, con i loro bei costi... :S
on a friday Ha scritto:Anche i cinesi prima o poi dovranno mollare qualcosa 
Investire si deve fare, e poiché soldi non ce ne sono e finalmente giunta l'ora di tagliare le spese...quelle improduttive, come sappiamo, sono tante.
imho, se i cinesi convincono il resto dei BRIC e gli altri paesi da cui importano materie prime ed energetici ad accettare lo yuan per i pagamenti, ciò a cui rinunceranno sarà una fetta dell'esportazione verso il primo mondo, sostituita immagino in breve da produzione per il crescente consumo interno e esportazione verso le altre economie rampanti
quello che potremmo perdere noi, invece, è la possibilità di acquistare facilmente suddette materie prime, con i nostri euro e dollari ipoteticamente divenuti deboli
quello che temo abbiamo già perso, è la capacità di mandare in chiulo Cina e compagnia bella riportando la produzione almeno di beni essenziali in casa nostra
per il taglio delle spese...si rischia di mandare gente in mezzo alla strada così come succede con le politiche recessive attuate finora
Simplify, then add lightness.
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--- Ora anche basta ---
T. Loris Ha scritto:(Al berlusca gli ridevano dietro a monti lo pigliano direttamente a sberle )
Monti è solo l'"utile idiota" marionetta a loro servizio, seriamente pensavo lo facessero ballare come totò quando faceva la tarantella.
E' perfino troppo composto..
Attendo i peggioramenti certi.
Certo un altro capo di stato sarebbe dovuto andare in Germania a battere i pugni sul tavolo e chiedere maggior rispetto per la ue e il proprio paese.
Non si capisce poi tutta la ostilità all'emissione dei bond europei
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