on a friday Ha scritto:Buona colazione 
Milano ha poi chiuso a -5,16%, colazione a scrocco ma amarissima
>
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Wall street -4.8% seguita a ruota dalle borse orientali.
La sensazione, netta, e' che la situazione attuale sia molto simile a quella in cui ci siamo trovati alla fine del terzo trimestre 2008. Il problema e' che allora di fieno in cascina ne avevamo a pacchi mentre ora arriviamo da 3 anni in cui siamo sopravvissuti utilizzandolo........
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Genere: Uomo
Luogo: Emilia-Romagna
Auto: Z3, 320is, X1
I titoli di stato Italiani peggiori di quelli spagnoli in qs momento.... 406 Pti il differenziale con i bund!
simone72
Andras Ha scritto:La sensazione, netta, e' che la situazione attuale sia molto simile a quella in cui ci siamo trovati alla fine del terzo trimestre 2008. Il problema e' che allora di fieno in cascina ne avevamo a pacchi mentre ora arriviamo da 3 anni in cui siamo sopravvissuti utilizzandolo........
Bravo Andras, ripartiamo da quel maledetto settembre di 3 anni fa.
Allora avevamo scoperto che il sistema finanziario era al collasso, drogato da tonnellate di titoli che erano diventati carta straccia. Come nel '29 le banche hanno messo in ginocchio le economie mondiali costringendo gli stati sovrani (e le organizzazioni sovranazionali) a mettere mano alla tasca per salvarle. L'utilizzo di queste risorse, unito alla congiuntura economica negativa, ha indebolito le economie già in equilibrio precario e di conseguenza il loro debito.
L'unico Paese occidentale che ha saputo reagire alla crisi con misure di stimolo alla crescita è stato la Germania e non mi sorprende che ieri ancora una volta la Bundensbank si sia dichiarata contraria ad immettere altra liquidità a sostegno del mercato monetario.
Per quanto riguarda l'Italia penso che la sostanziale tenuta delle nostre banche abbia creato l'illusione che fossimo al riparo dalla tempesta che sarebbe poi avvenuta. Un atteggiamento dilettantesco fatto di ritardi, omissioni, scarsa capacità decisionale che ora stiamo pagando a caro prezzo. Insomma come al solito ci muoviamo quando l'emergenza è già scoppiata.
Adesso però che fare?
Ammesso che questo governo abbia la volontà e la capacità di intervenire sull'economia (cose tutte da dimostrare) quali misure si potrebbero adottare per combattere la crisi?
Nelle conferenza stampa di ieri, fra un battibecco e l'altro con il premier, Tremonti ha detto che senza stabilità dei conti pubblici non ci può essere crescita. Corretto ma, a mio parere, la stabilità dei conti non può venire prima della crescita perché il pareggio di bilancio si raggiunge anche con la crescita e posticipare ancora questa sfida può rivelarsi mortale per l'Italia.
I mercati, le istituzioni finanziarie, le agenzie di rating ce lo stanno dicendo in tutti i modi.
[SIGPIC][/SIGPIC][SIZE="6"]BMW DRIVERS CLUB[/SIZE]
[SIZE="7"]Quando le immatricolazioni last minute drogano il mercato dellautomobile [/SIZE]
Una statistica riservata rivela che il mercato dellauto reale va peggio di quanto si dice: oltre un terzo delle vetture di luglio sono state immatricolate negli ultimi tre giorni del mese. Molte sono km zero ancora in attesa di un cliente. Il mese di luglio si è chiuso per il mercato dellauto italiano con immatricolazioni di vetture nuove in calo del 10,69% rispetto allo stesso mese del 2010, che già aveva registrato un drammatico -25%. In questo contesto Fiat fa registrare un -12,15%, Alfa Romeo -3,15% e Lancia un timido +1,3%.
Insomma, i numeri ufficiali sono assai poco incoraggianti. Ma quelli veri sono anche peggiori. Lo dimostrano i dati contenuti nella tabella che SicurAUTO.it pubblica sul suo sito, proveniente ministero delle Infrastrutture e dei trasporti guidato da Altero Matteoli (Scarica il Pdf). Oltre alle immatricolazioni di luglio per ogni casa automobilistica, la tabella riporta, casa per casa, anche quelle avvenute negli ultimi tre giorni del mese e altri dati relativi alle attività di fine mese delle case. Per esempio, i dati delle immatricolazioni medie giornaliere che, stranamente, negli ultimi giorni (e non solo di luglio: da tempo questa è una costante), divengono frenetiche e raddoppiano, triplicano o addirittura, per qualche costruttore, quadruplicano rispetto al normale. Questi dati sono importantissimi e mantenuti (tutti i mesi) sostanzialmente riservati poiché forniscono indicazioni, anche se approssimative, sul quantitativo di vetture km zero immatricolate rispetto al totale, cioé proprio quegli esemplari che vengono targati in fretta e furia dalle concessionarie a se stesse, anche in mancanza di un vero acquirente. Gli scopi di tutto ciò sono noti: le concessionarie raggiungono (chi ce la fa) gli obiettivi di vendita mensili assegnati (ai quali sono legati premi in denaro), mentre le case automobilistiche svuotano un po i piazzali vantando poi vendite inesistenti.
Insomma, anche se non tutte le immatricolazioni degli ultimi tre giorni del mese corrispondono ad altrettante km zero, la tabella indica che le statistiche ufficiali sono abbondantemente estrogenate, cioé gonfiate da numeri in buona parte fasulli che permettono alle case di affermare di aver mantenuto o addirittura aumentato le loro quote di mercato oppure, secondo i casi, di dire che le cose non vanno poi tanto male e anzi vanno benissimo. È accaduto, per esempio, per Alfa Romeo, che viene data in ripresa, ma che in giugno aveva immatricolato oltre il 53% delle vetture negli ultimi tre giorni, una percentuale scesa in luglio a un pur sempre significativo 39,14%.
I numeri pubblicati dimostrano comunque che il mercato, complessivamente, non va male: va malissimo. Cioé, ancora peggio di quanto le case stesse e i vari organi di rappresentanza di costruttori, importantori e concessionari vogliano ammettere. Questo spiega per quale motivo questi dati non vengono di solito rivelati, ma solo sussurrati tra gli addetti ai lavori. Ovviamente è appena il caso di dire che le km zero sono spesso assai gradite alla clientela, che grazie a loro può mettere le mani su vetture nuove di zecca, che hanno sì linconveniente di avere un proprietario in più sui documenti di circolazione, ma quasi sempre hanno il vantaggio di costare meno della stessa macchina ancora da targare. Tuttavia, in realtà, gli operatori del settore sanno bene che le km zero sono da anni un cancro che divora ogni giorno di più il mercato, poiché i margini sulla loro vendita sono necessariamente ridotti o nulli e, oltretutto, la loro commercializzazione disturba quella della auto nuove, cioé non ancora immatricolate. E infatti, le km zero sono bestie molto odiate sia dai concessionari sia dalle case, che tuttavia non possono farne a meno in uno scenario in cui gli stabilimenti producono più auto di quante il mercato ne può assorbire.
Come si può vedere dalla tabella di SicurAUTO.it, sulle 137.442 vetture nuove di luglio ben 47.169, cioé il 34,32%, sono state immatricolate negli ultimi tre giorni del mese. Di queste, 28.844 (30,12%) sono di marca estera, mentre 18.858 (44,33%) sono italiane. In pratica, quasi una vettura italiana su due ha ricevuto le targhe dal 29 al 31 luglio. Come abbiamo già sottolineato, non tutte saranno state km zero, ma la percentuale lancia comunque una luce ben diversa sulla vera quota di mercato dei modelli venduti in Italia. Il campione assoluto delle immatricolazioni last minute risulta Honda con un preoccupante 60,95%, mentre la seconda e terza in classifica sono ancora marche estere: Mazda, la cui percentuale è del 57,66%, e Subaru, che tocca il 48,99%. Tuttavia, si tratta di costrutturi che in Italia registrano volumi di vendita molto contenuti. Tra le case che fanno volume, ci sono Fiat (46,86% di auto immatricolate negli ultimi tre giorni, con 13.391 esemplari) e Ford (4.687, il 42,31%). Sintomo di difficoltà anche il valore di Smart: 1.004 esemplari, cioé il 45,66% dellimmatricolato del mese. Come si vede, laccelerazione dellattività a fine mese è un fenomeno che non risparmia i costruttori di prestigio: lo dimostrano i dati delle immatricolazioni di Audi (23,01%), Bmw (29,91%), Mercedes (25,82%), mentre quello di Jaguar è assente dalla tabella per motivi non chiari. Tra chi invece ha immatricolato meno last minute troviamo Daihatsu (7,28%) seguita da Volvo (12,28%) e da Mitsubishi (13,95%), tre case per le quali, al contrario di molte altre, il flusso di targature giornaliere a fine mese diminuisce invece di aumentare.
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[SIZE="7"]Crisi debito, Rehn avverte lItalia
Il governo acceleri sulle riforme [/SIZE]
Il commissario europeo durante la conferenza stampa di questa mattina ha sottolineato che non è previsto alcun piano di salvataggio per Italia e Spagna. E che l'accordo sigliato il 21 luglio scorso entrerà in vigore da settembre
Appena rientrato dalle ferie, non ha perso tempo. E così già questa mattina il commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn ha parlato ai giornalista. Conferenza stampa attesa e decisiva. A partire dal piano di salvataggio che non ci sarà né per la Spagna né per lItalia. Dopodiché lannuncio: Entro settembre deve essere operativo laccordo del 21 luglio: così potremo rassicurare gli investitori. Quindi un avvertimento allItalia: Il governo deve accelerare con le riforme.
Prima della conferenza stampa, Rehn a rilasciata unintervista alla Bbc in cui ha ribadito che per poter essere efficace, il fondo salva-stati delleurozona deve essere credibile e rispettato dai mercati. Alla domanda se i fondi a disposizione dellEuropean financial stability facility (Efsf) dovrebbero essere aumentati rispetto ai 440 miliardi (effettivi) attuali, Rehn ha risposto: Per essere efficace, lEfsf ha bisogno di essere credibile e rispettato dai mercati. E dunque noi dobbiamo continuamente fare una valutazione, una volta operativo, avendo questi obiettivi in mente. Il commissario ha poi ribadito il messaggio contenuto nella lettera che il presidente dellesecutivo Ue ha inviato ai leader dei Paesi delleurozona: Adesso è essenziale velocizzare lattuazione e lapprovazione nei Paesi membri delle decisioni prese al vertice straordinario del 21 luglio, in modo da rendere concreto laccordo sul secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. Questo è il messaggio fondamentale ha sottolineato Penso sia ovvio che è questo che deve essere fatto.
Sul fronte spread, invece, per Rehn i livelli sui mercati dei bond non sono giustificati dai fondamentali. Il commissario ha spiegato che i mercati non hanno reagito come ci si aspettava e che ci sono state delle difficoltà nella comunicazione dei contenuti dellaccordo raggiunto il 21 luglio scorso. I mercati non hanno reagito come ci aspettavano ne speravamo per le misure concordate dai capi di stato e di governo dellarea euro il 21 luglio, ha detto il commissario Ue.
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on a friday Ha scritto:Bravo Andras, ripartiamo da quel maledetto settembre di 3 anni fa.
Allora avevamo scoperto che il sistema finanziario era al collasso, drogato da tonnellate di titoli che erano diventati carta straccia. Come nel '29 le banche hanno messo in ginocchio le economie mondiali costringendo gli stati sovrani (e le organizzazioni sovranazionali) a mettere mano alla tasca per salvarle. L'utilizzo di queste risorse, unito alla congiuntura economica negativa, ha indebolito le economie già in equilibrio precario e di conseguenza il loro debito.
L'unico Paese occidentale che ha saputo reagire alla crisi con misure di stimolo alla crescita è stato la Germania e non mi sorprende che ieri ancora una volta la Bundensbank si sia dichiarata contraria ad immettere altra liquidità a sostegno del mercato monetario.
Per quanto riguarda l'Italia penso che la sostanziale tenuta delle nostre banche abbia creato l'illusione che fossimo al riparo dalla tempesta che sarebbe poi avvenuta. Un atteggiamento dilettantesco fatto di ritardi, omissioni, scarsa capacità decisionale che ora stiamo pagando a caro prezzo. Insomma come al solito ci muoviamo quando l'emergenza è già scoppiata.
Adesso però che fare?
Ammesso che questo governo abbia la volontà e la capacità di intervenire sull'economia (cose tutte da dimostrare) quali misure si potrebbero adottare per combattere la crisi?
Nelle conferenza stampa di ieri, fra un battibecco e l'altro con il premier, Tremonti ha detto che senza stabilità dei conti pubblici non ci può essere crescita. Corretto ma, a mio parere, la stabilità dei conti non può venire prima della crescita perché il pareggio di bilancio si raggiunge anche con la crescita e posticipare ancora questa sfida può rivelarsi mortale per l'Italia.
I mercati, le istituzioni finanziarie, le agenzie di rating ce lo stanno dicendo in tutti i modi.
purtroppo si sta perdendo la bussola e si spera di far cassa prendendo dalla gente e senza creare PIL....e le due cose in piedi non stanno
semplice....si succhia sempre di più....la gente potrà spendere sempre meno...le industrie andranno ancora più in crisi...meno salari...meno entrate fiscali = tracollo  ad_wall:
se poi si continua a giocare con il soldo virtuale del mercato azionario....mettendosi alla mercè delle speculazioni delle agenzie di rating che son tutto fuorchè sopra le parti....:neutral_rolleyes:
«Yes, yes, yes! Leave me alone, I know what I'm doing, don't remind me!» cit. KIMI RAIKKONEN
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per chi volesse leggere:
SAPPADA (BL), 11-AGO-2011
AGLI ORGANI DI STAMPA
A un passo dall'abisso
In Italia e altrove i nodi più sporchi stanno venendo al pettine. Un
governo sul quale si stagliano gli spettri della corruzione, della
mafia e della incapacità più assoluta sta andando incontro alla sua
ultima trasformazione: il nulla. Ma l'inerzia che lo ha spinto sino a
questo punto, vista una opposizione pavida, inconsistente quand'anche
non complice, finisce per incollare ulteriormente l'attuale presidente
del consiglio, assieme ai suoi servitori politici, alle poltrone del
potere. Il che dà ancora maggiore forza all'incendio
politico-finanziario che si abbatte sull'Italia.
A questo punto c'è solo una impervia strettoia per avere la speranza
di non bruciare tutto. L'opposizione si deve dimettere in massa e
forzare la situazione: permettendo quindi di fatto al capo dello Stato
di sciogliere le camere mandando a casa l'esecutivo. In tal senso è
inutile sentir sbraitare le minoranze parlamentari mentre invocano le
dimissioni del premier, visto che in questo momento hanno il potere di
defenestrarlo al prezzo delle dimissioni delle minoranze medesime.
Caduto l'esecutivo questo va affidato ad un pool di saggi che
traghetti la nazione verso un approdo più riparato. Per anni il
bilancio italiano è stato saccheggiato da un club più o meno ristretto
di faccendieri e parassiti. Il Paese, almeno la sua parte sana, grande
o piccola che sia, non può permettersi l'assalto alla diligenza anche
da parte dei ras della finanza internazionale, i quali già in passato
hanno banchettato dalle nostre parti. Il fieno in cascina sta finendo;
non si può permettere che quel poco che resta sia trafugato o bruciato
da chi finge o s'improvvisa vuoi fattore vuoi pompiere. Poi comunque
il redde rationem arriverà. Difficile dire come ma arriverà. E sarà
impietosamente crudele.
Raccogliendo informazioni in rete e facendo delle mie personalissime previsioni a mio parere la soluzione finale alla quale ci si avvia per quanto concerne l'urozona deriverà da una di queste due soluzioni ovvero:
1) sdoppiamento della moneta unica uropea in uro1 ed uro2 con i PIGS in uro2 oppure;
2) sovranità centrale uropea del debito complessivo dei paesi membri e sostituzione integrale dei bond nazionali con gli urobond
A mio parere prima o poi si finirà con l'adozione della soluzione 2, ma ci sarà poco da fare festa perchè i PIGS (e con la I di PIGS intendo Irlanda ma anche Italia) pagheranno dazio per A volume di debito e B spread rispetto al Bund tedesco.
In parole povere dopo l'uro come moneta unica ci ritroveremo con l'urobond come obbligazione unica ma la BCE (che finalmente sarà in grado di operare in tutto e per tutto come fa la Federal Reserve in USA) imporrà ai PIGS severe ristrutturazioni del loro debito prima della conversione delle passività nazionali in urobond.
Sono fortemente convinto finirà proprio così
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
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