Genere: Uomo
Luogo: Veneto
Auto: BMW X5 F15
on a friday Ha scritto:Ad un mio cliente è stata rifiutata un'operazione di factoring che avevo impostato perché il suo principale cliente, peraltro solidissimo, lavora principalmente con la pubblica amministrazione.
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ma ...... allora sto sbagliando tutto :neutral_think:
spero che le P.A. siano le ultime a fallire[/COLOR]
VOGLIO LA F.......15
Carlo Ha scritto:Però sarebbe giusto almeno sospendere il pagamento dei nostri contributi, il minimo visto che si tratta di 1/3 del fatturato
Ancor più che "giusto" direi "etico".
Paradossalmente è esattamente il motivo per cui non succederà.
La classe politica italiana è quanto di più distante esista dal concetto di "etica", basta guardare la nonchalance con cui si sono approvati l'ultima manovra senza avere il buongusto di far delle rinunce anche loro.
Il clima a mio parere è sempre più simile a quello degli anni 70
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
[SIGPIC][/SIGPIC][SIZE="6"]BMW DRIVERS CLUB[/SIZE]
Genere: Uomo
Luogo: Emilia-Romagna
Auto: Z3, 320is, X1
Citazione:MILANO - Una decisione-shock? La scelta di affossare definitivamente la moneta unica? O semplicemente la presa di coscienza che il rischio insolvenza per l'Italia si fa concreto e continuare a investire in titoli di stato del nostro Paese (pur garantendo un rendimento sempre maggiore) è una scommessa tipica del gioco del lotto? Al netto delle opinioni la notizia riportata mercoledì dal Financial Times, secondo la quale nei primi sei mesi del 2011 Deutsche Bank avrebbe tagliato l'esposizione verso le obbligazioni italiane dell'88% (per un controvalore di circa 7 miliardi di euro) ha sconvolto Romano Prodi.
IL COMMENTO - L'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea indossa l'abito dell'economista e in un'intervista rilasciata a margine di un evento della regione Emilia Romagna dice la sua: «E' la dimostrazione di una mancanza di solidarietà che porta al suicidio anche per la Germania. Significa la fine di ogni legame di solidarietà e significa obbligare tutti a giocare in difesa. E quando questo viene dalla Germania, un Paese che ha avuto più saggezza nel capire gli altri fino a qualche anno fa, sono assolutamente turbato». Strali (che assumono peso specifico maggiore se commisurati alla sobrietà del personaggio) nei confronti della massima istituzione creditizia tedesca, invitata ad avere maggiore senso di responsabilità e di leadership.
I MERCATI - Sono molti gli osservatori che attribuiscono alla decisione di Deutsche Bank l'aumento del differenziale tra BTp e Bund giovedì schizzato a 336 punti base. Unito anche al maggior rendimento dei credit default swaps collegati alle obbligazioni italiane, di cui sta facendo incetta proprio la banca tedesca per tutelarsi dal rischio insolvenza..
Dal corriere.it
simone72
The beginning of the end is well behind us now
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
[SIZE="6"]E paura per la recessione mondiale [/SIZE]
[SIZE="4"]E Piazza Affari brucia 15 miliardi [/SIZE]
Nonostante il rischio default gli Usa restano molto più stabili di un'Europa che ha impiegato oltre un anno per stilare un piano di salvataggio in favore dell Grecia. Ora il rischio sfiora l'Italia. Ma fino a che punto al Germania riuscirà a garantire la stabilità del debito di paesi come il nostro
La paura di un double dip, di una seconda recessione mondiale, vanifica gli effetti positivi dellaccordo sul debito statunitense e alimenta unondata speculativa facilitata da scambi molto rarefatti per il periodo festivo. Così Piazza Affari ha registrato un altro tonfo (lindice Ftse Mib ha registrato un 3,87%) ritrovandosi con gli indici ai livelli dellaprile del 2009 dopo aver bruciato in una sola seduta quasi 15 miliardi, 14,9 miliardi di euro per la precisione che ha portato il valore della Borsa italiana a 396 miliardi contro i 411 miliardi di venerdì scorso.
Milano è stata la peggiore ma male è andata anche Madrid (-3,42%), Parigi (-2,27%) e Francoforte (-2,42%). A trascinare nel baratro i listini il giudizio negativo di Citigroup sulle banche europee, comprese le italiane. Non è un caso che lunico istituto in rialzo ieri sia stato Hsbc dopo lannuncio inatteso del maxi-taglio di 30mila dipendenti. Il giudizio negativo di Citigroup sulle banche europee ha pesato sui titoli del settore con gli ordini di vendita che hanno piegato i finanziari. La peggiore è stata FonSai (-9,19%) e, a seguire, i bancari: Ubi Banca (-7,93%), Mps (-7,87%), Intesa SanPaolo (-7,86%), Banco Popolare (-7,69%), Bpm (-5,3%), Unicredit (-4,3%).
Significativo il commento di un trader raccolto dalla Reuters: Sullonda di qualsiasi motivazione il mercato ha voglia di testare i suoi minimi relativi. Se si guardano i minimi e i massimi di alcuni importanti titoli si possono vedere oscillazioni anche del 10% nellarco di una sola seduta. Ma non si tratta solo di speculazione in senso stretto. Cè un continuo movimento di flussi finanziari dallarea euro verso quella del dollaro che sta danneggiando pesantemente la moneta unica. Lultimo rapporto pubblicato dal Council of Economic Advisor (allegato) evidenzia che nel 2010 il flusso di capitali esteri verso gli Stati Uniti è cresciuto del 48% rispetto allanno precedente, confermando gli Usa come il paese che raccoglie maggiori flussi finanziari in assoluto a livello mondiale.
In una competizione internazionale gli Stati sovrani, che hanno speso decine di migliaia di miliardi di dollari per salvare il sistema finanziario (ultima stima dellFmi è 18000 miliardi), stanno ora giocando una pericolosa partita per lattrazione delle risorse indispensabili per finanziarie deficit e debiti. In questo senso gli Stati Uniti, nonostante la difficile trattativa tra democratici e repubblicani, risultano molto più stabili e determinati rispetto ad un Europa che ha impiegato quasi un anno per raggiungere un modesto accordo per il salvataggio della Grecia e rimane ancora divisa sulle caratteristiche degli Eurobond, lunico strumento reale contro la speculazione. Il nodo è fino a che punto la Germania può permettersi di contribuire a garantire la stabilità del debito di paesi come lItalia che è la settima economia mondiale. In un recente studio di due economisti del Breguel Institute , Jacques Delpla e Jacob Von Weizsacker, ripreso sulle colonne del Sole 24Ore da Luigi Zingales e Roberto Perotti, si ipotizza lemissione di due tipi di Eurbond, blu fino al 60% del Pil, con garanzia congiunta dei paesi membri, e rossi, cioè senza garanzia e subordinati ai bond blu. Alchimie che se non verranno risolte a breve difficilmente potranno frenare un meccanismo fortemente speculativo (lindice di volatilità Vix, chiamato anche della paura, è tornato sopra quota 25 ed è quasi raddoppiato nelle ultime settimane) che ha fatto tornare gli spread tra Btp decennali e Bund tedesci a quota 355 punti base cioè con un rendimento per i titoli italiani sopra al 6%.
di Andrea Di Stefano
p.s.
certo che nel 2009 tra il "la crisi non esiste" di Berlusconi ed il negher che pensava di cavarsela col "yes we can" direi che si possa affermare con ragionevole certezza che, andasse pure a puttane il sistema economico mondiale, i due di cui sopra avrebbero comunque un futuro garantito.
Come cabarettisti
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
La fuga dai depositi del 2008 non c'è e non è nemmeno all'orizzonte, per fortuna. L'interbancario mondiale vive una fase complicata, stare in campana è obbligatorio. La spia della delicatezza della crisi del debito americano, che purtroppo riguarda tutti, si chiama "Money Market Fund" ed è misurata dalla velocità con cui questi fondi monetari disinvestono dai titoli sovrani che hanno in pancia.
Sono l'anello debole della catena del mercato finanziario mondiale e vivono l'incubo che milioni di investitori, soprattutto in assenza di un accordo bipartisan negli Stati Uniti, si presentino mercoledì tre agosto e chiedano indietro i loro soldi per trasferirli sui conti correnti bancari. Questi soldi i "Fund" oggi non li hanno, o non li hanno tutti, e fanno raccolta liberandosi dei titoli pubblici sovrani dei Paesi che ovviamente ritengono più fragili.
In questo contesto, facciamo i conti con uno spread tra i BTp e i Bund che resta elevatissimo e misura in modo inequivocabile l'allargamento del differenziale tra i tassi italiani e quelli tedeschi, e siamo consapevoli che il nostro Tesoro dovrà effettuare una raccolta imponente nella seconda parte dell'anno. A questo punto,la priorità assoluta è una sola: evitare che lo "Stato da vendere" sia l'Italia. Bisogna evitare che le sue banche solide e liquide siano considerate una "propaggine" del debito pubblico italiano. Bisogna evitare che il nostro Paese conquisti sui mercati, agli occhi degli investitori e delle forti mani della speculazione, la palma della fragilità a causa di un quadro politico logorato, del suo maxidebito pubblico e di una malattia ormai strutturale qual è quella della debole crescita.
Questo giornale ha lanciato, il giorno dopo il varo della manovra-lampo da 48 miliardi, un manifesto in nove punti per la crescita. Qualche giorno fa le forze produttive, bancarie e sociali del Paese hanno chiesto all'unisono un segnale di discontinuità nella politica economica che ponga ad horas la crescita – fatti, atti, decisioni – al centro della politica economica del governo.
Il Paese esige che queste risposte vengano date ora, le pretende da chi governa, e ha come suo primo interlocutore, Giulio Tremonti, l'uomo che ha garantito a lungo la tenuta dei conti pubblici italiani, ha fatto da argine ai mille partiti della spesa facile, ed appare oggi indebolito dall'ultimo scandalo nostrano. Tremonti ha commesso una leggerezza (grave) nel chiedere ospitalità, nella casa di via di Campo Marzio a Roma, al suo consigliere politico, Marco Milanese, al centro di una serie di indagini giudiziarie e per il quale pende alla Camera una richiesta di arresto della Procura di Napoli, e si è rivelato in seguito ancora meno avveduto per almeno tre ragioni.
La prima: rimanere in quella casa anche dopo avere appreso dai magistrati la situazione giudiziaria di Milanese. La seconda: procedere al pagamento di questa specie di subaffitto in contanti(lui la chiama ospitalità alberghiera) non appare la più naturale delle pratiche per chi ha anche la responsabilità delle finanze di un Paese. La terza: accreditare l'ipotesi di avere accettato questa sistemazione perché si sentiva spiato (da chi? e perché non lo ha denunciato?).
Ieri mattina gli italiani, dagli schermi di Rai 1, hanno ascoltato il loro ministro dell'Economia parlare della casa di via di Campo Marzio e lo hanno sentito scandire «non ho bisogno di rubare soldi agli italiani». La moralità personale di Tremonti, le sue competenze e capacità intuitive, oltre a un carattere quanto meno spigoloso, appaiono un patrimonio condiviso ed è giusto sottolinearlo, anche in questa circostanza. Gli interrogativi di oggi, però, sono altri, e sono almeno due. Ha la serenità, la determinazione e la volontà per fare, ad esempio, quella riforma delle pensioni che lui voleva inserire nella manovra (e ha dovuto attenuarla) rendendola anzi ancora più strutturale? Si è fatto un esame di coscienza e si è chiesto se si sente nelle condizioni di credibilità per prendere ancora in mano l'iniziativa e cominciare a dare (da subito) quelle risposte sulla crescita che, peraltro, da tempo non ha voluto (o potuto) dare?
P.S. Voto di fiducia sul processo lungo al Senato e ministeri fantasma a Monza appartengono a metodi e bizzarie che non ci piacciono per nulla. Non sono, di certo, la medicina migliore per placare l'ansia dei mercati e ridare speranza al Paese.
roberto.napoletano@ilsole24ore.com
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
Andras Ha scritto:.....
Il Paese esige che queste risposte vengano date ora, le pretende da chi governa, e ha come suo primo interlocutore, Giulio Tremonti, l'uomo che ha garantito a lungo la tenuta dei conti pubblici italiani, ha fatto da argine ai mille partiti della spesa facile, ed appare oggi indebolito dall'ultimo scandalo nostrano. Tremonti ha commesso una leggerezza (grave) nel chiedere ospitalità, nella casa di via di Campo Marzio a Roma, al suo consigliere politico, Marco Milanese, al centro di una serie di indagini giudiziarie e per il quale pende alla Camera una richiesta di arresto della Procura di Napoli, e si è rivelato in seguito ancora meno avveduto per almeno tre ragioni.
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P.S. Voto di fiducia sul processo lungo al Senato e ministeri fantasma a Monza appartengono a metodi e bizzarie che non ci piacciono per nulla. Non sono, di certo, la medicina migliore per placare l'ansia dei mercati e ridare speranza al Paese.
roberto.napoletano@ilsole24ore.com
Credo che gli Italiani archivieranno la "leggerezza" di Tremonti considerandola tale, rispetto a tutto quello che succede in Parlamento (semplicemente perchè è una questione di proporzioni, e non per il fatto in sè, che non dovrebbe proprio accadere:neutral_doh
Ben più grave reputo l'approvazione del processo lungo, anche perchè a questo punto, dopo averci sfrucugliato gli zebedei con l'indispensabilità di processi corti, basta che B. porti a testimoniare a sua difesa tutti i dipendenti di Mediaset per andare a tempi biblici (è una battuta, ma mica tanto)
Classifico invece la richiesta di ministeri al nord come una delle più grandi boiate degli ultimi 150 anni
Certo che se l'alternativa è un governo tecnico con Monti (che mi sembra abbia fatto bene fin'ora) e MONTEprezZEMOLO all'Economia, tanto vale che ci forniscano un bel proiettile cal 9
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"Intanto sulla stampa si torna a parlare di tassa patrimoniale. Come quella che, il 10 luglio del 1992, venne imposta dal governo Amato sui depositi bancari e postali dei risparmiatori italiani (in ragione del 6 per mille del totale). Lo stesso Giuliano Amato lha evocata per primo il 22 dicembre scorso in unintervista al Corriere della Sera ed è tornato a sostenerla sabato scorso. Se unimposta sulla ricchezza una tantum può abbattere il nostro debito per qualche decina di punti e tranquillizzare i mercati non possiamo sottrarci, ha dichiarato Amato"
(...)
"E nonostante il ministro dellEconomia Giulio Tremonti continui a insistere che la patrimoniale è una follia, lidea sta guadagnando sempre più consensi. Ad Amato si è aggiunto negli scorsi giorni lamministratore delegato del fondo infrastrutturale F2i (ed ex boiardo di stato in Eni, Stet e Sip) Vito Gamberale"
Yeah, in Hollywoood they say there's no business like show business. In the hood they say, there's no business like hoe business ya know
piero Ha scritto:Credo che gli Italiani archivieranno la "leggerezza" di Tremonti considerandola tale, rispetto a tutto quello che succede in Parlamento (semplicemente perchè è una questione di proporzioni, e non per il fatto in sè, che non dovrebbe proprio accadere:neutral_doh
Ben più grave reputo l'approvazione del processo lungo, anche perchè a questo punto, dopo averci sfrucugliato gli zebedei con l'indispensabilità di processi corti, basta che B. porti a testimoniare a sua difesa tutti i dipendenti di Mediaset per andare a tempi biblici (è una battuta, ma mica tanto)
Classifico invece la richiesta di ministeri al nord come una delle più grandi boiate degli ultimi 150 anni
Certo che se l'alternativa è un governo tecnico con Monti (che mi sembra abbia fatto bene fin'ora) e MONTEprezZEMOLO all'Economia, tanto vale che ci forniscano un bel proiettile cal 9
Questo ti fa capire che in un modo o nell'altro arrivano dove vogliono.
Il processo breve non lo hanno fatto passare ma quello lungo si.
Vuol dire che torna buono anche a SX, con quello che sta saltando fuori, un'ancora di salvezza fa comodo anche a loro.
E intanto le nostre aziende falliscono.....
.....che schifo >
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